Recensione Diario per mio figlio Silvestra Sorbrera

Questa recensione non è come tutte le altre, la lettura del libro che sto per presentarvi, in effetti,  non è la solita richiesta per le recensioni, o che magri ti trovi nel kindle. Per me è stato un viaggio indietro nel tempo. In un periodo lontano ma pur sempre vicino nel mio cuore, mai dimenticato.

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Diario per mio figlio

Sinossi

Eleonora e Riccardo desiderano un figlio. La strada per diventare genitori sarà però tutta in salita, costellata di visite mediche, di lotte contro i pregiudizi, di sconfitte. Diario per mio figlio è la storia vera di una donna che si è battuta contro i propri limiti e contro chi le ha dato dell’egoista durante la sua ricerca della maternità. È anche un punto di partenza per porsi domande importanti: una coppia può esistere senza un figlio? Quando arriva il momento di fermarsi con i tentativi? Non ci sono risposte certe e valide per tutte. L’importante è scegliere la propria strada e portarla avanti con forza e serenità.

Recensione Diario per mio figlio Silvestra Sorbrera

Diario per mio figlio, si avvicina per molti versi al mio romanzo E tu quando lo fai un figlio? Entrambe le autrici hanno raccontato un mondo nascosto, che solo chi ci passa può comprendere.E tu quando lo fai un figlio? (Youfeel): Diario di una maternità negata

L’infertilità è l’impossibilità di concepire un bambino “alla vecchia maniera”, per dirla sorridendo o meglio, in modo naturale. Non ho mai fatto mistero di questo con nessuno in quegli anni, oltre dieci, trascorsi in attesa di un bambino, durante i quali mi sono trovata immersa in una realtà complicata, tortuosa, spinosa e spesso, la cosa più triste, è vedere e subire, seppure senza volerlo da parte di altri, l’indifferenza o forse l’incomprensione per questo problema che coinvolge un numero importante di coppie nel mondo.

I protagonisti di questa storia Diario per mio figlio, sono Eleonora e Riccardo, un coppia che come tante altre, corona il sogno del matrimonio e vivono in attesa di completare la loro unione con l’arrivo di un bambino. I due giovani col trascorrere del tempo si rendono conto che qualcosa non va come dovrebbe, sono innamorati, stanno bene insieme e hanno due vite complete, ma un velo nero rischia di ingrigire il loro futuro. Desiderano un figlio, ma quello che sembra essere la cosa più naturale del mondo, si trasforma in una lotta contro la natura stessa.

Sono anni che la medicina offre alle coppie con questi problemi la possibilità di avere dei figli, grazie all’aiuto di farmaci, protocolli e il procedimento della fecondazione assistita, che possono apparire complicati a chi non ha vissuto questa esperienza, ma che in realtà non lo sono e, purtroppo, con il trascorrere del tempo, tali procedimenti diventano quasi una prassi, seppur dolorosa e fastidiosa, per quelle coppie che devono affrontare questo calvario prima di diventare genitori. Aggiungo, che questi sono dei tentativi, un aiuto, un sostegno della medicina, senza però avere alcuna certezza sull’esito delle terapie.

Il racconto si snoda tra le pagine, raccontando in prima persona, da parte della protagonista, questo percorso complicato. Ho trovato il testo scritto bene, molto tecnico, infatti sono stati nominati alcuni dei farmaci che conosco bene che servono per la stimolazione ovarica, in sostanza sono ormoni, con il compito di facilitare la produzione ovarica.  Un approccio diverso da quello adoperato dalla sottoscritta, ma che racconta in sostanza una stessa esperienza di vita.

“In becco alla cicogna!”

“ Buona Cova”

“compitini”

Sono tutti modi di dire del linguaggio tipico presente nei forum dedicati a questo problema. La protagonista parla del suo bisogno di condividere con qualcuno questo percorso e trova tante amiche nel web per il confronto non solo fisico, ma anche per avere informazioni e un supporto morale e psicologico, che spesso non si trova altrove, né in amici né in parenti, che non possono comprendere pienamente cosa provano due persone che cercano un figlio che non arriva.

Una lettura che consiglio a tutti, anche a chi non ha vissuto questo problema direttamente, ma che tuttavia potrebbero conoscere qualcuno che lo ha vissuto, questa lettura potrebbe dare una visione dell’argomento diverso da come ci si aspetta e conosce.

Un unico appunto è sul finale, non vi svelo nulla, ma avrei voluto che ci fosse qualcosa in più da leggere e sapere sui protagonisti e altri sviluppi sul loro percorso, prima di giungere al finale.

Leggetelo!

Io, Lui e il Bebè Tiziana Cazziero

Con grande emozione, oggi mi faccio un po’ di affari miei, è arrivato il sequel di

“E tu quando lo fai un figlio?” il romanzo pubblicato con Rizzoli per Youfeel nel luglio del 2016.

Un racconto nel quale si raccontano altri aneddoti divertenti ed emozionanti della nuova vita da genitori di Luisa e Leonardo.

Sequel dell’opera “E tu quando lo fai un figlio?” pubblicato con Rizzoli collana Youfeel

Luisa e Leonardo sono diventati genitori. Questo sequel racconta la vita dei due protagonisti dopo l’arrivo della loro bambina.
Cosa accade quando un neonato irrompe nelle vite di due aspiranti genitori? I protagonisti tra ansie, pannolini, poppate e giochi, decidono di organizzare un grande evento per presentare la loro figlia, tanto attesa, ad amici e parenti. Tra aneddoti,ricordi, incontri e scontri, si vivranno momenti esilaranti, divertenti ed emozionanti.
Siete tutti invitati a partecipare.

E tu quando lo fai un figlio? Pubblicato prima in self e poi con Rizzoli nel luglio 2016 è un romanzo tratto dalla storia vera dell’autrice, che ha raccontato in chiave ironica l’esperienza dell’infertilità.
Questo sequel continua quel percorso dopo la nascita di sua figlia, racconta le vicende dei personaggi, inventati per rendere spassosa e frizzante il tema trattato.

Io, Lui e il Bebè

E tu quando lo fai un figlio? (Youfeel): Diario di una maternità negata

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Intervista radiofonica per parlare del mio E tu quando lo fai un figlio? E di Fertility Day

Oggi voglio raccontarvi un’esperienza emozionante per la sottoscritta, qualche giorno fa, esattamente il 5 settembre, sono stata in collegamento radiofonico con Radiocusanocampus, una diretta di 12 minuti circa per parlare di Fertility Day e del mio romanzo edito con Rizzoli E tu quando lo fai un figlio?

Per me era la prima volta che parlavo alla radio per un’intervista, in diretta, poi, ha avuto un sapore ancor più forte ed emozionante. In passato avevo già avuto un’esperienza simile, con un blogger, si trattava di una registrazione e andavo certamente più tranquilla.

Il contatto è avvenuto il giorno prima, per cui non ho avuto nemmeno modo di digerire io stessa la novità del momento, inoltre la trasmissione che mi ha ospitato, Il mattino ha la cultura in bocca, si svolge dalle 7 alle 8 del mattino, per cui tempi strettissimi per elaborare la notizia. Ero emozionata e forse se si è avvertito un po’ dalla voce, ma devo dire che appena ho cominciato a parlare, mi sono sentita a mio agio, certamente complice e merito della presentatrice, gentile, affabile e che mi ha trasmesso tanta sicurezza. L’occasione è nata per parlare del Fertility Day, certamente ne avrete sentito parlare tutti. In questi ultimi giorni media e social ne hanno discusso ampiamente, con critiche e annotazioni, spesso non proprio gentili. Io credo che si sia peccato d’ingenuità nel voler lanciare questa campagna per la fertilità. Il 22 settembre si dovrebbe celebrare il giorno della fertilità, ma cosa vorrà significare veramente? Quanti di voi si sono fatti un’idea del problema che s’intende risolvere?

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Fertility Day

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E tu quando lo fai un figlio? Tiziana Cazziero edito con Rizzoli – Youfeel Come nasce

Salve lettori oggi sono emozionata e scusate se non l’ho fatto prima ma ho avuto il pc fuori uso e un mese di luglio frenetico con tante novità tra cui quella nel titolo di questo post e tante altre scadenze ed eventi che mi hanno assorbito completamente.

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Oggi con calma voglio parlavi di questa novità importante per me e la mia carriera di autrice: E tu quando lo fai un figlio? Edito con Rizzoli per la collan Youfeel. Che emozione vedere la bellissima copertina con quel nome sopra e l’editore, sì, lo posso dire apertamente, sono euforica, emozionata e provo tanti sentimenti contrastanti.

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