Rubrica Universo e Magia. Le radici pagane del Natale di Valeria de Luca

Salve amici del blog, vi state preparando a festeggiare il Natale? Considerando il periodo la curatrice della rubrica Universo e Magia ha scritto un bell’articolo sul Natale, nello specifico come vedete dal titolo, si parla delle radici pagane del Natale. Curiosi?

Vi lascio questo articolo e come sempre, se volete, aspetto i vostri commenti.

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Nel corso della ricerca di informazioni e documenti riguardanti le origini pagane del Natale, quello che stupisce è che la data del 25 Dicembre, prima di diventare celebre come compleanno di Gesù, anche se la sua data di nascita non è nota, i vangeli non ne indicano né il giorno e né l’anno, sia stata giorno di festa per i popoli di culture e religioni molto distanti tra loro, nel tempo e nello spazio.

            Nel Natale si mescolano però simboli e usanze di incerta origine, le cui origini si perdono nei secoli passati.

            La scelta dell’abete non è casuale, nell’antico Egitto esso simboleggiava infatti la natività, mentre nell’antica Grecia l’abete bianco era sacro alla Dea Artemide, dea della luna, della caccia e delle nascite; e ancora, nel calendario celtico, l’abete era destinato al culto del giorno della nascita del Fanciullo Divino. Secondo altre fonti però, l’usanza potrebbe anche derivare dal ciocco di Yule, associato a una festa pagana nordica, che durava dodici giorni, il cui ramoscello veniva bruciato all’aperto; o ancora dall’albero del paradiso, presente nei drammi antichi su Adamo ed Eva.

            L’usanza di scambiarsi regali sembra derivare invece da un rito pagano romano, che prevedeva lo scambio di cibo, monete e pietre preziose come portafortuna per il nuovo anno.

            Il personaggio che poi è diventato famoso in tutto il mondo per consegnare i regali di Natale è Santa Claus, in Italia Babbo Natale, che deriva da San Nicola. Dice la leggenda, che San Nicola, vescovo di Myra del IV secolo d.C., avendo ereditato molti beni e denari dai suoi genitori, per liberarsene cominciò a fare regali a chi ne avesse più bisogno, trovando gioia nel semplice donare ai bisognosi.

            Tutto ciò conferma che le origini storiche del Natale, pur essendo ancora avvolte dalle nebbie del passato, certamente hanno origini precristiane.

            Tornando al 25 Dicembre, la data coincide con le antiche celebrazioni per il Solstizio d’Inverno e alle feste saturnali romani (dal 17 al 23 Dicembre). Inoltre, già nel calendario romano, il termine Natalis veniva impiegato per molte festività, come Natalis Romae (21 Aprile), che commemorava la nascita dell’Urbe e il Dies Natalis Solis Invicti, la festa dedicata alla nascita del Sole (Mitra), introdotta a Roma da Eliogabalo (imperatore dal 218 al 222) e ufficializzato per la prima volta da Aureliano nel 274 d. C. con la data del 25 Dicembre.

            La festa pagana del Solstizio d’Inverno era una ricorrenza importante per molti popoli, tra cui certamente gli antichi romani, che in quel giorno celebravano la festa del Dio Sole.

            Durante queste feste che andavano dal 17 al 21 di Dicembre (“I Saturnali”) e la festa vera e propria del Sol Invictus del 25, si usavano i simboli dell’eterna giovinezza di Dionisio: mirto, lauro, edera, etc…

            Il greco Dionisio veniva considerato come il divino bambino nato in maniera miracolosa da una vergine celeste. Dionisio era stato latinizzato col nome di Mithra di cui in oriente si celebrava la festa la sera del 24 Dicembre. Era il Dio iraniano dei misteri, il dio solare dell’amicizia e dell’ordine cosmico, nato dalla pietra e portatore della nuova luce “Genitor Luminis”.

            Verosimile dunque, viste le numerose coincidenze riscontrabili, che la chiesa cristiana abbia scelto il 25 Dicembre come giorno di nascita del Cristo semplicemente per cristianizzare una festa pagana molto sentita dalle masse popolari.

            L’imperatore Costantino (280-337) avrebbe così riunito il culto del sole (di cui lui era figlio protetto) e il culto del Dio Mithra con il cristianesimo, ed è proprio sotto il suo regno che appare la  festa del Natale. Da Roma il Natale si diffonde in Africa, in Spagna e nel Nord Italia, ma è solo sotto l’imperatore Giustiniano (527-565d.C) che il Natale viene riconosciuto come festa legale per l’Occidente.

            A tale tradizione quindi la celebrazione del Natale ha voluto collegarsi per indicare l’avvento della Luce del Mondo, che giunge a squarciare le Tenebre. Il bambino che è venuto al mondo, inaugura una nuova vita e porta la luce a tutti gli uomini.

            Questa è la festa del Natale che ha fatto perdere di vista il ‘vero’ significato del Natale, come  ‘ giorno della nascita’. Natale vuol dire ‘nativo, nascita’. Questo è il giorno della rinascita, ma chi rinasce a fine Dicembre? Il Sole.

            Ci ritroviamo di fronte a una festa molto antica che esiste da sempre. Le antiche popolazioni, il 25 Dicembre, festeggiavano la rinascita del Padre Solare, il grande Dio che dopo lo stallo del solstizio vince le tenebre, le giornate tornano ad allungarsi. Il male è sconfitto. Ed è a questo significato che va a sovrapporsi quello cristiano.

 

Valeria De Luca è un’autrice e online su Amazon trovate le sue opere, QUI IL SUO ULTIMO LIBRO PUBBLICATO CLICCA

 

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Alla prossima

Tiziana Cazziero

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