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Recensione. L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso.

Ben trovati lettori del blog, finalmente trovo il momento adatto per parlarvi della mia ultima lettura terminata. Altre stanno per giungere a conclusione e alcune sono state iniziate, ma oggi su questo mio spazio virtuale vi racconto L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso edito con Garzanti. 

Non conoscevo questa serie e la sua scrittrice, sono lieta di aver incontrato questo personaggio straordinario che lo ammetto mi ha conquistata.

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Parlo di Vani, una ghostwriter che lavora in una casa editrice. Il suo compito è rielaborare o meglio scrivere libri per conto di altri scrittori spesso già importanti e affermati che perdono la vena creativa o magari asseriscono di non avere tempo per lavorare al loro nuovo libro. Il titolare dell’attività confida molto in questa figura capace di rimanere nell’ombra, e dal talento innato non solo per la scrittura, ma nel saper carpire da piccoli segnali spesso invisibili aspetti caratteriali, personali di un individuo, affidandosi alla rielaborazione degli eventi che si svolgono, seguendo quel pizzico di istinto che ci contraddistingue.

Mi aspettavo un thriller e la narrazione coinvolge un evento di cronaca nera, il rapimento di una scrittrice con la quale collabora Vani che mette la ghostwriter in contatto per la prima volta con il commissario di polizia Berganza con il quale si instaura fin da subito un’immediata sintonia collaborativa. Mi sono però imbattuta in una storia dal contorno giallo con racchiusi molti aspetti di cui vi parlo in questa recensione.

Riccardo è uno scrittore di successo, il suo ultimo libro ha venduto migliaia di copie, ma come si immagina facilmente, il risultato è stato ottenuto grazie alla penna e al talento della ghostwriter Vani, che ha saputo rielaborare con maestria parte della sua opera scritta. Riccardo durante la stesura del libro ha chiesto un aiuto all’editore il quale si è avvalso, come capita spesso, del lavoro di Vani. Il suo intento specifico e indiscutibile è evitare che lo scrittore del momento incontri la ghostwriter per evitare eventuali problematiche emotive e psicologiche in entrambe i due personaggi. Con Riccardo accade un evento imprevisto e i due s’incontrano, scoprendo una complicità inattesa.

La storia si svolge raccontando la vita di Vani, del suo rapporto con la famiglia, in modo particolare con la sorella, e poi ancora delle sue esperienze affettive del passato e di come lei si confronti con un presente, nel suo nuovo status emotivo che non aveva previsto.

  • Stile

Ho apprezzato lo stile con il quale la scrittrice ha raccontato la storia di Vani, di come lei sia diventata una ghostwriter, del suo lavoro, di come lei viva la sua relazione con l’altro sesso e in modo particolare del suo modo di essere. Ironica, spesso sarcastica, usando toni provocatori, con quel pizzico di ilarità che non guasta quando si legge un romanzo, anche se dall’aspetto thriller. 

  • Personaggi

Vani sicuramente con la sua personalità è quello che catalizza l’attenzione, scritto in prima persona inevitabilmente l’attenzione è attirata da questa donna dall’aspetto cupo, un po’ dark, amante del nero e del suo immancabile impermeabile e dal ciuffo di capelli che nascondo la sua colorazione naturale. Riccardo non mi è piaciuto fin dall’inizio come personaggio, tra i due protagonisti della relazione c’era un fantasma con il quale prima o poi si sarebbero dovuti scontrare, strettamente legato proprio allo scrittore, dal carattere quasi limpido ma un po’ schivo in alcuni atteggiamenti.

Berganza è il classico commissario di polizia che siamo abituati a immaginarci. Dalla vasta esperienza sul campo, che la stessa Vani riesce a descrivere con l’ilarità che la contraddistingue, provocando nel lettore immediata simpatia. Ti sembra di immaginarlo durante i suoi interrogatori e perfino quando impugna la pistola durante un’azione di polizia rischiosa.

  • Conclusioni

Ho amato fin dalle prime battute questa storia. Ho scoperto la serie entrando in libreria e vedendo esposto la sua ultima opera: “Un caso speciale per la ghostwriter”. Scoprendo che appartiene a una serie ho deciso di cominciare a conoscere Vani fin dal suo esordio. Ho acquistato questo primo libro ma sicuramente leggerò anche gli altri a seguire.

In questo romanzo c’è un po’ di tutto, le parti essenziali per renderlo piacevole ai lettori: ironia, amore, famiglia, amicizia, mistero e complicità. L’ironia è un elemento molto presente, l’amore è un sentimento marginale, non è un romance ma un giallo, dove lo stesso elemento di suspense è secondario rispetto alla vita della protagonista stessa. L’amicizia è evidenziata da quella che nasce tra la protagonista e una giovane ragazza verso la quale si sente responsabile e molto vicina, rivendo in lei, un po’ la se stessa del passato.

E poi c’è tutta una situazione rocambolesca, un colpo di scena che riguarda la stessa Vani che lascia il lettore spiazzato. Ci sono diverse situazioni che dovranno trovare il posto giusto in quello che sembra un puzzle quasi impossibile da risolvere, si devono aspettare le battute finali per sorridere con la stessa Vani delle soddisfazioni che merita, con un riscatto verso chi la circonda, che ha cercato di oscurarla senza tuttavia riuscendoci.

Una storia bella, fresca, stile di scrittura fluido, accattivante e accogliente verso il lettore che si sente subito coinvolto dal racconto.

Consigliato.

 

Se questa recensione vi è piaciuta, lasciate il vostro like, ci vuole un istante per un click,  vi invito a condividere sui vostri profili, se non vi chiedo troppo. Ci vogliono pochi istanti.  

Grazie della vostra visita e spero di avervi lasciato qualche momento di piacevole lettura.

 

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Alla prossima.

Non vi perdete il prossimo post perché vi racconto un’anticipazione sulla sottoscritta.

 

Tiziana Cazziero

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