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L’arte in Italia non è un valore, ma un hobby sottovalutato

Salve lettori del blog, come avete trascorso questa prima parte delle feste natalizie? Oggi siamo arrivati al giorno di Santo Stefano, ciò significa che avrete già aperto i vostri regali e se fino a ieri eravate impegnati nella rincorsa dell’ultimo regalo, oggi starete già pensando ai festeggiamenti dell’ultimo giorno dell’anno, vero?

Detto questo, in tale giornata dedicata alla casa, al relax, riposo e alla riflessione sull’anno che sta per chiudersi, mi sono imbattuta in una serie di elucubrazioni mentali che mi hanno portato a valutare cosa accade nel mondo attorno a me, ossia la scrittura.

La scrittura è un arte, un qualcosa che nasce come passione, come dedizione personale verso un’attitudine che non può essere uguale per tutti. L’arte comprende molte belle realtà: la musica, la scrittura, la pittura, l’arte del disegno, per citare quelli più conosciuti, che purtroppo, ahimè, in Italia, non sono riconosciuti come veri lavori. Non sono valori che appartengono alla nostra cultura, tranne in chi li sogna, li pratica e ne fa uno scopo di vita.

 Il mestiere di scrivere

scrivere hobby

La scrittura come il canto sono regni difficili, dove farsi notare, oggi, sebbene sussistano i social e sia quindi più facile, è comunque complicato ed emergere è una vera lotta contro un sistema che si nutre dei sogni altrui. Scrivo da sempre, per me oggi è un vero impegno, un lavoro che pratico assiduamente dal 2010, quando mi sono affacciata al mondo editoriale per la prima volta.

Scrivere non significa solo mettere nero su bianco storie e pubblicare libri da offrire allo spietato mondo editoriale. Per me è stato per molti anni un lavoro diverso, ho collaborato con tante redazioni online, scrivendo articoli di vario genere, trattando argomenti tra i più disparati; dai giardini verticali, alla salute, bellezza, dieta, animali, moda, gossip, cronaca, sport, e ancora tanti altri che non cito.

Leggere, scrivere, argomentare. Prove ragionate di scrittura

Un impegno che ho svolto assiduamente dal 2011 fino a quale tempo fa. Oggi ho preso una breve pausa, decidendo di dedicare la scrittura a me stessa e al mio blog e alle poche collaborazioni che ho deciso comunque di mantenere, perché scrivere in generale e questo lavoro come articolista e blogger è importante per me, suscita emozioni ed è ricco di soddisfazioni e fonte di orgoglio personale. Inoltre è stata una valida scuola per la scrittura, rappresenta la mia gavetta, quella che oggi manca e che sembra essere priva di importanza per molti.

Scrivere è sudore e fatica, chi non conosce il settore, chi non lo pratica nel vero senso del suo valore, non ne può comprendere le dinamiche.  Scrivere, è vero che nasce da una passione, ma non per questo bisogna sottovalutarne il valore.

Ma cosa si intende con valore?

Questo è quello che recita il dizionario:

sostantivo maschile

  1. Misura non comune delle doti morali e intellettuali, o della capacità spec. nell’ambito professionale: un uomo di gran v.; gente di molto valore Conobbi che ‘n quel limbo eran sospesi (Dante); avvocato, musicista di v.
  2. Nell’ambito economico, la quantità di moneta pagabile o ottenibile per un bene: vendere una merce al di sopra del suo v., più della sua valutazione monetaria corrente; anche, la quantità di altri beni o di denaro che si può ottenere in cambio del bene stesso: il v. della terra è aumentato; meno com., la stima soggettiva attribuita al bene stesso, sia considerandolo isolatamente che in rapporto ad altri beni.

Cosa significa? Tutto ciò che è legato all’intelletto è sinonimo di una capacità non comune, che non tutti possono essere in grado di coltivare quel genere di facoltà. Una forma d’arte specifica legata alla parola scritta, dove non serve conoscere solamente la lingua italiana e la grammatica, direi ovviamente di importanza vitale, ma ogni parola gettata con inchiostro nero su un foglio bianco deve essere accompagnata da quell’anonimo che non tutti conoscono: il talento.

La lettura non è identificata come un gesto abitudinario della vita comune nel nostro Paese e questo, a sua volta, non dona allo scrittore il giusto valore che merita. Mi spiace dire questo e forse non tutti saranno d’accordo, ma riflettiamo serenamente su come vanno le cose nella nostra bella Italia. Leggere è una cosa bellissima, scrivere lo è altrettanto. Entri in contatto con mondi, vite e vissuti che ti donano emozioni, spesso ti fanno piangere, ridere, gioire, meravigliarti, oltre talvolta a farti conoscere magari, qualcosa che prima non conoscevi.  Eppure comprare libri non è cosa frequente come lo è in altri Paesi ed è un vero peccato. Regalare un libro non è un gesto spesso nemmeno ponderato; mi chiedo in quanti siano i lettori di questo post che hanno regalato un libro a Natale, uno qualunque, (se tu lettore del blog sei uno di quelli che ha comprato un libro per regalarlo a Natale, commenta questo post e sii un testimone di tale evento).

scriverepc.jpg

L’arte un hobby, ma è realmente così?

Ecco cosa recita wikipedia

Il termine polisemico inglese (entrato nella lingua italiana corrente come prestito linguistico è traducibile come passatempo) indica un’attività praticata nel tempo libero per piacere, interesse e divertimento. 

L’arte che richiede sudore, lavoro, studio è davvero solo un hobby, un passatempo? Sono ancora molte le persone, che quando qualcuno afferma di “scrivere”, come la sottoscritta, pensano e spesso lo fanno capire o lo dicono, che sia solo un passatempo da svolgere, considerando che si svolge un lavoro “vero” come lo intendono nella complessità del mondo esterno al settore.
Purtroppo concordo col dire che scrivere sia un lavoro sottopagato, questo è vero, difficile, quasi impossibile, solo in pochi eletti possono vivere di scrittura e questa è una realtà innegabile, ma non dovrebbe essere così. Le royalty delle delle case editrici sono bassissime, ridicole e offensive sul nostro impegno professionale, per non dire poi, che molte non ti pagano nemmeno e ti tocca quasi elemosinare qualcosa che ti tocca di diritto e per contratto. Molti editori spariscono nel nulla, cambiano sedi, ragione sociale delle piccole realtà imprenditoriali, ti illudono con specchi per le allodole e poi, quando un giorno ti svegli, ti rendi conto di aver preso una brutta delusione, proprio come quelle amorose, che ti fanno stare male fin dentro gli intestini.
Scrivere per tante redazioni online mi ha messo in contatto con molte persone differenti e ho appurato quanto sia complesso questo settore e variegato, ci sono, come in tutti gli ambienti di lavoro, gli onesti, purtroppo pochi, che ti pagano il giusto e poi, c’è la massa, che ti paga poco, anzi sottopaga o non ti remunera per nulla anche se hai preso accordi differenti e devi rincorrerli per il web, ma questo mi è capitato anche nella mia vita concreta, non quella virtuale, per cui, tutto il mondo è Paese, ahimè. Lo fanno perché sanno che al tuo posto, ci saranno altri scriventi che faticheranno per far ingrassare le loro tasche a discapito del tuo tempo e sudore della fronte.
Questo 2017 è al suo termine e questo che avete letto è un po’ il sunto di alcune riflessioni sopraggiunte in questi ultimi giorni di dicembre.

Scrivere è un mestiere pericoloso

Grazie per aver letto questo post, per essere stati partecipi del mio sfogo, e se avete voglia di commentare e dire la vostra opinione, questo blog è aperto al confronto come al solito.
Buona lettura a tutti.
Tiziana Cazziero
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7 pensieri riguardo “L’arte in Italia non è un valore, ma un hobby sottovalutato”

  1. Ciao Tiziana, ho apprezzato molto il tuo articolo, e non ti nascondo che mi sono ritrovato in alcune situazioni che descrivi. Ho preso nota del manuale del ma nuale “Leggere, scrivere, argomentare”, perché sarei curioso di conoscere un po’ meglio questo universo, e tutto quello che ne sata alla base (C.E., editor etc…) Ti auguro una serena notte. 😉

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  2. Sono passato di qui casualmente e leggendo il tuo post e mi sono posto questa domanda: Perchè scrivere non può essere entrambe le cose hobby e lavoro? Io tengo un blog e scrivo per hobby ma non mi verrebbe mai in mente di cimentarmi nel progetto di scrivere un libro, non mi sento in grado. Al tempo stesso mi rendo conto che esistono persone molto più dotate di me e per le quali scrivere un libro o addirittura farlo diventare il lavoro della loro vita è una sfida possibile. Difficile ma possibile. Credo che le due cose non debbano per forza scontrarsi ma possano perfettamente coesistere.

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    1. Ciao coesistere va benissimo è difficile ma si può comunque provare, però mi spiace quando si pensa al mestiere d iscrivere solo come a un hobby senza possibilità di farlo diventare un lavoro, che un po’ mi spiace e mi fa storcere il naso. Io ho sempre avuto blog, dal 2011 a oggi, con altre piattaforme e altri generi, mi piace scrivere ogni genere di cosa, dai romanzi anche ai soli post nel mio blog per raccontare la mia esperienze ed è vero, nasce da una passione, un hobby appunto, un passatempo, ma perchè non ritenerlo anche un lavoro?

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  3. Gli italiani si sono sempre distinti per arte e creatività e, forse, se si iniziasse a riconoscere questo immenso patrimonio, potremmo averne anche un ritorno economico, però, per il momento, premiano la produttività fatta di “quantità” e non di “qualità”. Grazie per le riflessioni e buona serata.

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