Francesca Baldacci ci racconta la sua ultima opera. Cuori (e nuvole) a colazione: Perché l’amore è fatto anche di sorrisi

Torna la rubrica dedicata alle interviste. Oggi ho il piacere di presentare la giornalista e scrittrice Francesca Baldacci che ci racconta l’opera “Cuori (e nuvole) a colazione: Perché l’amore è fatto anche di sorrisi”.

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Cuori (e nuvole) a colazione: Perché l’amore è fatto anche di sorrisi

Intervista a Francesca Baldacci

Ciao Francesca e grazie per aver accettato questo invito. Parliamo subito della tua ultima opera pubblicata: Cuori (e nuvole) a colazione: Perché l’amore è fatto anche di sorrisi, di cosa parla?

Risposta

“Cuori (e nuvole) a colazione” racconta in prima persona la storia di Fanny, una ragazza decisamente svitata, con la testa fra le nuvole, in particolare quando è innamorata (da qui il titolo). Ha ancora il cuore a pezzi dopo che Mauro l’ha lasciata, quando al supermercato, dove si reca per fare la spesa, qualcuno le soffia il carrello sotto al naso. Qualcuno di molto, molto interessante, anche se lì per lì tutto quello che le viene in mente di fare è litigarci…

Com’è nata la trama e quando hai deciso di scriverla?

Risposta.

La trama è nata da uno spunto offertomi da Roberta Gregorio, la mia referente nell’agenzia letteraria tedesca Chichili Agency, diversi anni fa. Mi aveva chiesto di scrivere un chick-lit con determinate caratteristiche: una ragazza un po’ svanita, con amiche simili a lei, un intreccio amoroso un po’ fuori dal comune, divertente.

Chi è Fanny? Raccontati la tua protagonista.

Risposta

Fanny è una ragazza d’oggi, e somiglia un po’ a tutte noi quando… perdiamo la testa per amore. Vive con Patty, l’amica del cuore, che ha un po’ i suoi stessi problemi (è ancora innamorata del suo ex marito, anche se giura di no). Si dibatte fra opposti sentimenti e questo la manda ancor più in confusione. Ma è anche tenera e buffa, pur non perdendo mai la sua dignità di donna. In particolare quando si riaffaccia nella sua vita l’ex che l’ha piantata, Mauro, e di cui non si fida totalmente.

Hai deciso di rielaborare un’opera già pubblicata in passato, come mai questa scelta?

Risposta.

Proprio perché mi sembrava che Fanny meritasse più spazio. Le ho voluto bene. Era come se… bussasse al mio cuore di scrittrice per farsi ascoltare. Ebbene, l’ho fatto. Spero che Fanny sia contenta di essersi lasciata raccontare da me, e spero che siano contente anche le lettrici (e anche i lettori, perché no?) che leggeranno il mio romanzo!

A quale pubblico si rivolge questa storia?

Risposta.

Questa storia si rivolge a un pubblico vario. Si potrebbe definire un “new adult”. So che il genere chick-lit, tuttavia, piace ai giovanissimi e anche ai meno giovani.

Parlaci un po’ di te, scrittrice e giornalista, qual è il tuo vero amore?

Risposta

Il mio vero amore è la scrittura. Il giornalismo l’ho un po’ abbandonato, anche se in me questo spirito non è mai morto del tutto e qualcosa di quel mondo è rimasto in me. Un bel giorno raccoglierò le mie interviste, magari. Chissà!

Il mondo editoriale è molto cambiato negli ultimi anni, cosa ne pensi? In meglio o peggio?

Risposta.

Sotto alcuni aspetti in meglio, perché ciascuno ha la possibilità di muoversi liberamente e offrire la propria opera sul mercato, come sto facendo io. Sotto altri in peggio, da un punto di vista strettamente editoriale. Le case editrici non fanno più il loro dovere, lasciano a desiderare: come promozione, editing e altro ancora. Non c’è più la serietà di un tempo. Curiosando nei vari gruppi di autori, mi è capitato di leggere testimonianze che fanno impressione, proprio sotto questo punto di vista. Vorrei aggiungere anche che c’è molta confusione, e spesso le lettrici non sanno più distinguere i lavori di qualità da quelli decisamente più modesti. Tutto questo è assai deprimente per chi opera nel settore da decenni.

C’è forse qualche genere mai trattato che vorresti affrontare?

Risposta.

Forse il giallo. Ma anche se lo amo, non penso sia alla mia portata. Ci vuole una mente “quadrata” per scriverne uno, e io non ne sono in possesso. In questo somiglio molto alla mia Fanny.

Cosa potresti dire per invogliare la lettura della tua opera?

Risposta

Che “Cuori (e nuvole) a colazione” è anche un inno all’amicizia, oltre che una storia d’amore pazzerella. Fanny infatti ha due amiche meravigliose, Patty e Rosy, da cui si sente appoggiata e capita quando è triste, e anche Gianni, l’amico gay, bellissimo e misterioso, ma anche lui pronto a darle una mano e sostenerla. Chi lo ha letto ha assicurato che la mia è una di quelle storie che “fanno stare bene”, permettendo sia di sorridere che di sognare un po’.

Grazie siamo sul finale, se vuoi aggiungere di seguito, qualcosa non detto questo spazio è tuo.

Vorrei aggiungere che, nonostante io scriva in stili diversi, quello che più amo è proprio questo: lo stile frizzante e colloquiale di “Cuori (e nuvole) a colazione”, che è poi lo stesso di “Vacanze da Tiffany” e anche quello de “Il Principe della notte”. E chiunque abbia amato questi miei precedenti romanzi, dunque, non può perdersi il mio ultimo lavoro!

Vacanze da Tiffany
Il principe della notte: una surreale fiaba d’amore

Grazie per il tempo concesso.

Grazie a te, cara Tiziana!

Tiziana Cazziero.

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