“Vinci” l’autrice Simona Diodovich ci racconta la sua nuova opera

Tornano le interviste nel blog, ho il piacere di presentarvi Simona Diodovich che ci racconta la nascita di “Vinci” la sua ultima opera già disponibile per il preordine su Amazon, sarà online il 14 ottobre, qui di seguito.Vinci

vinci

Intervista a Simona Diodovich

 

Ciao Simona e grazie per aver accettato quest’intervista. Vinci è il titolo della tua nuovo opera in pubblicazione su Amazon dal 14 ottobre e già prenotabile, parla di pugilato, come mai questa scelta? Cosa ha ispirato questa trama?

Risposta.

Ci sono degli sport che io amo particolarmente. Il pugilato, il football americano, la danza e il karate. Scrivere un libro sui primi due sport è stato magnifico, ho imparato tantissime cose. Pensa il mio stupore, dato che ho guardato (almeno mille volte) tutti i Rocky, sapere che gli allenamenti erano giusti (tranne la corsa alla gallina) e gli incontri non sono proprio così. Ho dovuto tirarmi indietro le maniche e lavorare sodo. Sono tutte cose che poi rimangono a me. È il mio omaggio a questi sport.

Per scrivere questo libro sono partita dalla passione per lo sport in questione e una frase: la difesa a spalla. Da lì ho tirato fuori tutto il libro. Se dico così sono matta, ovvio. Ma c’è un perché e si scopre leggendo il libro. Stavolta mi sono fatta aiutare, come documentazione, da un paio di amici pugili, uno di questi è stato così carino da sopportarmi per due anni con le mie strambe domande.

Io chiedevo “ma posso fare?…” lui mi rispondeva che, in qualità di scrittrice potevo tutto. “no”, rispondevo io, !io romanzo la verità”. Parto da quella. Quindi ogni cosa che lui mi ha insegnato, scivola tra le parole del libro e ha creato la storia. Che bello. Ho amato HHS, e questo è un amore pari all’altro sport. Sono faticosissimi da scrivere, se vuoi scrivere delle cose giuste e non messe lì così a caso, ma non c’è soddisfazione più grande.

Chi sono i protagonisti e quali difficoltà ci sono state nel caratterizzarli?

Risposta

Cameron Sewell è un ragazzo formidabile nel pugilato e non lo vuole più praticare dopo essere uscito dal riformatorio. Fugge dal nonno e da tutto ciò che gli ricorda la morte del padre. Psicologicamente è torturato dai ricordi eppure è giovane e forte tanto da poter sconfiggere il passato. La lealtà del ragazzo, come quella del fratello più grande, sono vincolati a questo sport e al nome che portano. Onorarlo è tutto per loro. Dopo le cadute, ci sono sempre quei momenti che ti rimettono in piedi.

Celeste Pertweek era la più bella della scuola, la più amata, la più in vista, finché non denuncia il suo ragazzo di avere violentato una ragazza ubriaca della scuola durante una festa. Fare del bene non sempre paga, e lei si ritrova emarginata e bullizzata.

Quando i due ragazzi s’incontrano, si stanno leccando le ferite e non capiscono che, insieme, rimettono a posto la loro vita.

È un romanzo d’amore, ma tra le pagine scivolano cose ben più importanti di un semplice amore adolescenziale.

“Il pugilato è onore e dentro il ring” questa è una citazione del romanzo inserita nella copertina, puoi parlarne ai lettori? Spiegare brevemente cosa c’è racchiuso dentro quelle semplici ma forti parole?

Risposta

… vivere così è un privilegio che non tutti hanno.

Finisce così la frase. Quando devi creare libri su qualcosa di particolare, io amo documentarmi tantissimo. È una cosa che mi piace tanto. Se parli con un qualsiasi pugile, allora scopri, nelle loro parole, che il pugilato è un’arte nobile. Vige la regola assoluta che è la lealtà, questo sport è una dura disciplina e forma il carattere delle persone. Dentro un ring non ci sono colpi bassi. Sai cosa ti devi aspettare e ti comporti allo stesso modo. È sacrificio, tenacia, passione e dolore. Cerchi sempre di rialzarti dopo ogni caduta e più forte di prima. Quando impari a comportarti così in un quadrato, lo fai anche nel resto della tua vita. Da qui la frase.

Amo da morire questo sport, si capisce?

Lo sport è spesso presente nelle tue opere,come e che cosa ti trasporta verso queste passioni? Hai parlato di football, adesso pugilato, c’è forse un input speciale o semplice passione per lo sport che ti trascina verso questi mondi tanto affascinanti?

Risposta

È molto più semplice scrivere un romanzo d’amore senza troppe pieghe importanti. Quando gli aggiungi quel quid che possono essere gli sport, o qualcosa d’altro in cui ti devi documentare, diventa tutto più elettrizzante. Ora io capisco chi è bravo o meno su un ring. Posso prepararmi degli schemi di football americano. Non mi cambia la vita, ma chi legge i miei libri trova una nota diversa che negli altri. Oer me è una sfida. Ed è risaputo che io amo le sfide. Sono come i miei campioni.

Tornando a “Vinci” lo scenario famigliare è presente e forte dentro la storia, qual è il messaggio racchiuso dentro il romanzo che vorresti inviare ai lettori?

Risposta.

Nonostante io parli di mille argomenti, ho un forte attaccamento alla famiglia e si nota in ogni mio libro, tanto quanto le fanciulle con un caratterino forte.

Il messaggio è semplice, è “Alzati e Combatti che ce la puoi fare. Porta avanti tutto a testa alta e con onore. La tua integrità è ciò che ti rende unico” che sia riferito a Cam o a Celeste, o alle lettrici.

Leggendo “Vinci” cosa si devono aspettare i lettori?

Risposta

Se avessi un figlio, vorrei che crescesse con la stessa tempra di Cam, se avessi una figlia, le insegnerei a fare come Celeste, porta avanti la giustizia anche se ti crea mille problemi, sii onesto e leale. Vorrei che i miei figli fossero così. Se lo legge una mamma, direi che il pensiero è quello, oltre alla bella storia d’amore. Se lo legge una ragazzina, vorrebbe Cam come fidanzato… Ho incuriosito? A parte gli scherzi, è un romanzo d’amore e, quando c’è di mezzo uno sport, è sempre elettrizzante, anche se il protagonista fugge da tutto.

Grazie. Se vuoi aggiungere qualcosa non detto, questo spazio è tuo.

Quando finisco un libro, e metto la parola fine, c’è sempre quella lacrimuccia che scende, perché i personaggi escono dalla mia testa e scivolano via. Quando il libro è sportivo, il distacco è maggiore, perché ci ho messo più cuore per crearlo. Ho volutamente creato un libro unico senza seguiti. Può essere che, per un po’, sarà anche il mio ultimo libro sportivo, abbiatene cura, fa parte del mio cuore.

Grazie Tiziana

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One thought on ““Vinci” l’autrice Simona Diodovich ci racconta la sua nuova opera

  1. Simona Diodovich 27 settembre 2017 / 13:20

    Grazie amica per la bella intervista
    S

    Mi piace

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