Silvia Pillin. Rubrica. Sei un’autrice o autore emergente, racconta la tua esperienza

Salve gente inauguro la rubrica: Sei un’autrice o autore emergente, racconta la tua esperienza  con l’autrice Silvia Pillin che ha deciso di aderire e si è raccontata, piacevolmente, raccontando qualcosa di lei come autrice, seguendo il mio invito a a farlo per farsi conoscere dai lettori del blog, del web e in generale.

Per sapere di più come aderire leggete la pagina del post QUI, sarà bello conoscervi attraverso i vostri racconti di bambini, aneddoti, sogni e speranze di aspiranti autori.

Vi lascio con Silvia Pillin.

silvia pillin

 

Ho deciso che da grande avrei fatto la scrittrice verso i dodici anni. Divoravo un libro dietro l’altro e ricordo chiaramente di aver formulato questo pensiero: “Wow, anch’io voglio imparare questa magia: creare mondi, far piangere e ridere solo con le parole”.

Sembrava un desiderio ingenuo, come quando da piccolo dici di voler fare l’astronauta e tutti annuiscono ma non ti crede nessuno. Io, invece, sapevo di essere serissima, e quell’idea si è rafforzata e ha influenzato tutta la mia vita.

Ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo a sedici anni: poche pagine su un quaderno.

Il mio primo racconto è arrivato a diciotto, ricordo ancora chiaramente l’euforia dovuta alla consapevolezza di aver creato qualcosa di compiuto. Credo che Dio al suo sesto giorno non si sia sentito più soddisfatto di me, nel momento in cui mettevo la parola fine a quel racconto ingenuo e imbarazzante.

Il primo romanzo illeggibile e sconclusionato è arrivato verso i vent’anni, l’avevo mandato per email a Baldini e Castoldi con un testo che diceva più o meno: “se avete pubblicato ‘Jack Frusciante è uscito dal gruppo’ non potete farvi scappare questo capolavoro”.

Nel frattempo qualche racconto veniva accettato e pubblicato sul sito “parole per crescere”, un altro veniva segnalato al concorso Vo.Ci, un altro ancora veniva pubblicato in antologia.

Ogni piccolo traguardo mi permetteva di salire il gradino di una scala (di cui non si vede ancora la fine) che mi avrebbe condotta all’olimpo degli scrittori.

Per due anni ho partecipato al Festival Letteratura di Mantova come volontaria: guardavo i miei scrittori preferiti sul palco e pensavo “un giorno sarò lì al tuo posto, e tutta questa gente sarà qui per me”. Ora che non ho più l’età per fare la volontaria, lo penso mentre sono seduta tra il pubblico.

Mi sono laureata in lettere con una tesi sui manuali di scrittura creativa.

Ho partecipato al premio Calvino con un romanzo che ora reputo illeggibile e per il quale chiedo perdono a chi della giuria ha dovuto dargli un’occhiata.

Ho centrato dei bersagli che mi hanno resa orgogliosa, come il veder pubblicato il racconto “Non dirlo a nessuno” nei librini di Subway Letteratura.

In questi anni ho imparato la resilienza e la pazienza, ho incassato moltissimi rifiuti che avrebbero potuto scoraggiarmi, ho visto amiche pubblicare con Mondadori e Piemme. Anche ora, a ogni scalino salito, mi sembra di scenderne due.

Ho pubblicato in ebook con Zandegù e Delos, ho deciso di autopubblicare su Amazon “Ti voglio bene lo stesso” e “Non un romanzo erotico” due romanzi molto diversi, il primo malinconico e introspettivo, il secondo ironico e romantico.

Se oggi la ragazzina di dodici anni che ero mi chiedesse se ho realizzato il suo sogno, non saprei cosa risponderle.

Quando hai 12 anni pensi che diventare scrittore sia una cosa che succede da un momento all’altro, in modo repentino e indiscutibile: prima non sei scrittore e poi lo sei.

È una riflessione che faccio fare ad Aria nel romanzo “Aria e altri coccodrilli” (disponibile su Wattpad): È difficile dire quale è stato il momento che mi ha salvata, come è difficile stabilire il giorno in cui sono diventata scrittrice. È stato quello in cui Milaredo ha detto che avevo scritto un buon romanzo, o quello in cui ho firmato il mio primo contratto di edizione? È stato quello in cui il mio romanzo è uscito in libreria, o quello in cui ho firmato il mio primo autografo, o ancora, quello in cui, per la prima volta, ho presentato il mio romanzo d’esordio di fronte a un pubblico? Ma non ero forse già una scrittrice mentre scrivevo quel libro, anche se non avevo idea di chi l’avrebbe pubblicato, di quante copie avrebbe venduto, del numero di recensioni che avrebbe ricevuto, del numero di lingue in cui sarebbe stato tradotto?”

Ancora adesso non so darmi una risposta. Nel frattempo continuo a salire gli scalini uno per volta.

Silvia Pillin: classe 1982, laurea in lettere, ha lavorato come segretaria editoriale per la divisione ragazzi di Mondadori. È correttrice di bozze, editor freelance, autrice di due manuali digitali per Zandegù, copywriter e autrice self. Azzurropillin è il suo Blog e il nick con cui è presente su un sacco di social tra cui Wattpad: clicca per leggere la storia di Aria!

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