Intervista a Beatrice Fiaschi, ci parla del suo libro La leggenda del cane rosso

Salve lettori del blog eccomi con una nuova intervista, vi presento un’autrice che potrete conoscere tramite le sue stesse parole. Ponete attenzione perché c’è un interessante e lodevole progetto che riguarda il suo romanzo e gli introiti che ne conseguiranno.

La leggenda del cane rosso

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Sinossi

L’ispettrice Cristina Corbe accetta un nuovo incarico a Voltunna, minuscola località marina teatro della sua infanzia e ora turbata da inquietanti accadimenti. La razionalità e il cinismo della donna inizieranno a vacillare non appena s’imbatterà in sfuggenti e selvaggi cani rossi, e in oscuri personaggi incappucciati, i cui volti non riesce mai a scorgere. Riscoprendo la sua parte più ancestrale e intraprendendo un viaggio interiore di ispirazione sciamanica, Cristina, con l’aiuto dell’avvenente commissario Valerio Fante, ricostruirà la misteriosa Leggenda del Cane Rosso, trovandosi imbrigliata nel più pericoloso dei casi mai seguiti prima.

Intervista a Beatrice Fiaschi

Ciao Beatrice e ben arrivata nel mio blog, come nasce La leggenda del cane rosso? Di cosa parla?

La leggenda del cane rosso” è un romanzo che mi è stato ispirato dai miei cani, una coppia di setter irlandesi dal pelo rosso e lungo, dal carattere mite e affettuoso oltre che dall’aspetto fiero e maestoso. Proprio il loro fascino e questa sinuosità nel movimento mi ha ispirata: vederli correre liberi in un bosco o in campagna, il loro ambiente naturale, è per me una continua fonte di ispirazione, una vera panacea per la mente e per il cuore. Inoltre possiedono un istinto predatorio e, anche se io non li ho educati al lavoro sul campo perché non sono una cacciatrice, mi ha sempre colpito quel loro formidabile istinto che li porta a stare sempre concentrati sugli odori, sempre a seguire una traccia per terra ma anche per aria: infatti la mattina presto, quando il terreno è ancora vergine di odori poiché solo la rugiada lo imperla, sono soliti puntare il naso verso l’aria in cerca di molecole olfattive che possano fornir loro indizi sul passaggio di altri animali in quella zona. C’è tutto un mondo dentro agli animali, un mondo che è pure il nostro, essendo animali anche noi, un retaggio che abbiamo perso perché troppo presuntuosi di aver qualcosa in più in quanto umani. Il romanzo cerca di mostrare una strada alternativa che può essere percorsa per trovare le risposte di cui nella vita abbiamo bisogno, affidandoci maggiormente a ciò che gli animali ci trasmettono con la loro immediatezza. Tale metafora è portata avanti nel romanzo da una trama poliziesca in cui i protagonisti sono alle prese con un caso piuttosto difficile da risolvere.

Il tuo libro a quale genere appartiene, lo collocherei tra il fantasy e il giallo, giusto? Cosa ci puoi dire di più e perché?

Il romanzo è difficilmente etichettabile perché è caratterizzato da una commistione di generi che io amo tutti allo stesso modo: mistery/fantasy, thriller con sfumature di giallo e azione. Vi sono persino elementi di fantascienza. Questo perché mi piace scrivere ripercorrendo generi di cui ho sempre abusato da lettrice e da fruitrice di film. Non è dunque una scelta voluta, piuttosto direi un’inclinazione naturale a muovermi trasversalmente attraverso registri diversi.

Il libro è legato a una buona causa: donare parte del venduto in favore di alcune associazioni animaliste, puoi raccontarci meglio questo progetto e cosa ti lega a questa iniziativa?

Gli animali rappresentano come dicevo una grande fonte di ispirazione per me e sono stata fortunata perché sin da piccola ho sempre vissuto insieme a cani e gatti. Crescendo mi sono sempre più resa conto però che sono purtroppo tantissime le condizioni di disagio in cui versano molti animali, vittime di maltrattamenti, abbandoni, stenti. Sono molto sensibile verso queste creature ed entro facilmente in empatia con chi soffre, per cui ho deciso ormai da anni di sostenere diverse associazioni che si prendono cura degli animali disagiati, provando a migliorarne le condizioni di vita. Concretamente ho pensato che il mio romanzo, attraendo in prevalenza un pubblico di amanti degli animali, potesse diventare uno strumento di sostegno economico, seppur limitato, per queste associazioni. Il libro è tra l’altro dedicato alla mia India, cane di 8 anni che sta con me da 3… avrei dovuto tenerla in stallo a casa mia per qualche giorno dopo averla tratta in salvo da una situazione di pericolo, ma poi è scattato un amore, un’alchimia unica che ha fatto sì non ci separassimo più. Così il mio cane rosso, grazie alle donazioni che farò in seguito alle vendite del romanzo e agli eventi benefici che saranno organizzati, potrà fare del bene ad altri piccoli amici pelosi che, come è successo anche a lei, vivono in condizioni di vita difficili e spesso purtroppo assolutamente non dignitose.

Quando hai cominciato a scrivere?

Non saprei dire esattamente quando… non ho ricordo del primo momento in cui scrissi perché è come se questa possibilità espressiva, per me in assoluto la più affascinante, fosse nata con me. Ho iniziato a parlare precocemente e con una certa proprietà linguistica, come se il linguaggio fosse stato da subito il mio settore cerebrale preponderante. Quando la maestra ci metteva in mano la matita per disegnare, io realizzavo assurdi scarabocchi per poi strappare il foglio, voltare pagina e prendere a scrivere in maniera quasi ossessiva. Poi col tempo ho potuto coltivare questa passione che è cresciuta con me e ho avuto la fortuna di poter studiare in ambito letterario e di leggere molto, stimolata dai miei familiari che mi hanno sempre incentivata.

Chi è Beatrice Fiaschi e quando decide di diventare autrice?

Beatrice è sicuramente una persona molto riflessiva che al suo interno contiene tante sfaccettature diverse. Ognuna delle mie personalità è accomunata alle altre da una profonda necessità di guardarsi dentro e da una spiccata sensibilità artistica. Come accennavo prima, da sempre ho desiderato leggere e conoscere gli autori più disparati, ho desiderato conoscere tanti mondi che mi permettevano di isolarmi e lavorare su me stessa, dandomi nuovi stimoli per crescere nella scrittura. Diventare autrice è venuto da sé: ho iniziato con brevi poesie vincendo dei premi già nella scuola elementare in piccoli tornei scolastici; poi sono passata alla stesura di racconti, anche quelli iscritti per scherzo a concorsi letterari e risultati poi vincitori e, infine a un certo punto della mia vita, 6 anni fa circa, si è come insinuata in me la consapevolezza di poter scrivere qualcosa di più lungo, di più articolato e d’un fiato scrissi il mio primo romanzo, “La leggenda degli Intarsicats” e poi il mio secondo “La leggenda del cane rosso” e un terzo che è ora in lavorazione.

Quando hai deciso di scrivere questo romanzo e quanto tempo hai impiegato per la stesura dello stesso?

Ho iniziato a scrivere questo romanzo esattamente due anni fa e la fase di prima stesura è durata un anno. Poi nel secondo anno di gestazione, come sempre faccio e consiglio a tutti di fare, ho girato la prima bozza a una decina di persone di mia fiducia che hanno realizzato per me un editing grazie al quale ho potuto rivedere il romanzo e riadattarlo in base ai loro suggerimenti. In questo modo sono emerse alcune incongruenze che ho potuto eliminare e ho potuto affinare alcuni passaggi che non mi convincevano, realizzando una seconda versione più matura. Infine, dopo aver contattato diverse case editrici e aver ricevuto cinque proposte diverse, ho potuto scegliere l’editore che più si addiceva alle mie esigenze, Rapsodia per l’appunto, col quale da subito si è instaurato un rapporto di fiducia. Come ogni editore dovrebbe fare, Eleonora Lo Nigro e i suoi collaboratori, hanno realizzato un altro editing e insieme abbiamo scelto una veste grafica all’altezza e così il progetto editoriale del cane rosso ha preso finalmente corpo, dopo tanta attesa, giunto a maturazione e pronto ad affrontare il mercato editoriale italiano, molto competitivo.

C’è stato qualche autore del passato che ha influenzato il tuo genere letterario?

Ho sempre avuto dei riferimenti letterari ben precisi che mi hanno spronata nel mio percorso di ricerca. Per quanto riguarda gli italiani, il più importante è per me D’Annunzio che col suo spirito crepuscolare incarna alla perfezione il mio modo di sentire e filtrare la realtà che mi circonda. Allargando lo sguardo, sono una grandissima ammiratrice degli scritti di Francis Scott Fitzgerald di cui amo il modo unico che ha di descrivere luoghi, persone, stati d’animo che in questi ultimi anni ho cercato di studiare nel minimo dettaglio per poter migliorare anche io in questa area del narrare. Per la poesia ho sempre amato invece Charles Baudelaire e sono cresciuta con una copia sottolineata diecimila volte de “I fiori del male”, opera che incarna al meglio la mia parte più tormentata. E infine, essendo fan del genere fantascientifico, non posso non aver amato alla follia Philip Dick, un vero genio.

Dove possiamo trovare il tuo libro? In quali formati?

Il libro è disponibile in versione cartacea sui principali canali di vendita on-line come Amazon e IBS oltre che ordinabile in tutte le librerie di Italia. Molto importante è per me la vendita diretta del romanzo negli eventi di presentazione che nel 2017 saranno organizzati su Roma e Lazio, mentre trasferte più a lungo raggio saranno in programma per il 2018: il contatto diretto col pubblico, poter conoscere di persona il lettore, autografare la copia acquistata e confrontarsi sono per me momenti impagabili.

Grazie per questa intervista e come spesso dico agli intervistati, se c’è qualcosa che vuoi aggiungere, questo spazio è tuo. Indica pure i tuoi contatti social per mettersi in contatto con te.

Mi piacerebbe che le parole, da sempre apparse come qualcosa di volatile, iniziassero a dimostrare il loro valore terapeutico concreto: scrivere mi ha salvato da me stessa e dai miei abissi, ha annullato la mia solitudine e la sofferenza di certi momenti neri che ho vissuto. Allo stesso modo, adesso grazie a questo libro, possiamo salvare altre esistenze e aiutare associazioni che sono seriamente impegnate a fare del bene agli animali. Per me questo valore salvifico della parola è importantissimo e spero arrivi al pubblico. Si spendono tanti soldi per fare regali inutili e poco apprezzati: regalare un libro è regalare un sogno, un mondo, un viaggio. E in questo caso regalare un libro può anche contribuire a far del bene, per cui mi piacerebbe che le persone si fermassero a riflettere sulla possibilità di donare questo libro a una persona cara, poiché sarebbe un doppio dono. Grazie a tutti coloro che anche soltanto considereranno questa possibilità.

Seguitemi se volete sul mio gruppo Facebook per essere aggiornati su tutte le mie iniziative https://www.facebook.com/groups/365609833631345/?fref=ts

e sulla pagina ufficiale del cane rosso https://www.facebook.com/LaLeggendadelCaneRosso/?fref=ts

oltre che su Twitter https://twitter.com/Fiabea

e LinkedIn https://www.linkedin.com/in/beatrice-fiaschi-78235871/

Tiziana Cazziero

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