Recensione. Tarocchi di Marialuisa Moro

Recensione Tarocchi di Marialuisa Moro, un giallo lombardo-bavarese, con il commissario Caluso in azione e una serie di delitti legati e intrecciati tra loro, che vedranno il coinvolgimento di un donna dai poteri misteriosi. Tarocchi, può una carta essere la soluzione di un caso di pluriomicidio?

Recensione. Tarocchi di Marialuisa Moro

Oggi voglio parlarvi di questo bel giallo, uno dei tanti libri di quest’autrice che stimo e conosco da anni. Marialuisa Moro ha all’attivo diverse pubblicazioni, ormai credo che siano una ventina e da poco sono stati pubblicati altri due gialli che già sono nel mio kindle e che leggerò a breve. Devo terminare qualche lettura in sospeso in lista per le prossime recensioni del blog, poi toccherà a loro, non voglio mancare l’appuntamento con queste letture di noir, che non smettono mai di sorprendermi.

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Parliamo della storia.Tarocchi: giallo lombardo-bavarese

Sinossi

Omicidi a catena in una Milano invernale cupa e nebbiosa. Le indagini, che spaziano dalla Lombardia alla Baviera, a un certo punto si arenano. Riuscirà un commissario fallito, in coppia con una strana donna dalle doti particolari a dipanare la matassa? Eppure, c’è sempre un ma…

Recensione. Tarocchi. Marialuisa Moro

La storia si apre con la vita quotidiana di Melania, una donna dalle doti speciali, una moglie che ha avuto tutta la mia comprensione durante la lettura del romanzo. Quella che più di altri è stata al centro delle vicende, nonostante un insieme di personaggi intrecciati tra loro e a questa collegati, lei è senza dubbio quella che rappresenta il collegamento di tutta la vicenda. Il primo omicidio apre le danze a una serie di morti violente che apparentemente, potrebbero non avere un legame, ma in verità, proseguendo con la lettura, la chiave di collegamento diventa più chiara. Come spesso accade con i romanzi di quest’autrice, quando si pensa di trovarsi davanti a una svolta, ancora un volta, un colpo di scena irrompe per capovolgere  le certezze acquisite fino a quel momento.

I personaggi sono tanti, quello che ho amato e per cui ho tifato fino alla fine è il commissario Caluso, direi, che per me, lui è il protagonista della storia. Si trova in una situazione particolare e, conoscere Melania, una donna che conserva un dono, mette il commissario in una situazione anomala rispetto i soliti canoni metodi investigativi.

Caluso è affiancato da un giovane detective, un suo parente che ha deciso di seguire le orme dello zio e che cerca in tutti i modi di fare bella figura con il commissario. Le altre presenze sono state tracciate bene, hanno caratteristiche differenti e appartengono tutti a una società che talvolta costringe alcuni individui a industriarsi assassini, approfittatori e malviventi, che farebbero qualunque cosa pur di uscire dalla situazione economica disagevole in cui si trovano.

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Seppur in semplice e brevi battute, tutto è ben concentrato e si entra nel vivo della vicenda con eventi nuovi, che alimentano la voglia di arrivare al termine della storia per scoprire il finale inaspettato e con un colpo di scena che non ti aspetti.

Il commissario è un personaggio che si evolve con lo scoprire della trama, per la prima volta scopre un lato di lui, nell’essere commissario, diverso che mal conosceva o probabilmente, non sentiva di possedere fino a quel momento: essere capace di seguire un caso di omicidio che si rivela essere più complicato del previsto, giungendo alla soluzione dello stesso con uno slancio imprevisto degli eventi. Certamente l’influenza di Melania ha avuto efficacia su di lui, una persona che non solo svolge un lavoro particolare, ma ha sul commissario, un fascino che lo turba, tanto che in qualche occasione lo stesso è disposto ad agire contro le regole della polizia pur di assecondare quel nuovo istinto legato a Melania e alle sue capacità. Questo cambiamento del commissario mi è piaciuto molto, riesce ad uscire dalla routine che si è costruito, senza tuttavia esserne realmente consapevole.

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La storia è fluida, scorre bene, accattivante e quando si comincia la lettura, bisogna andare avanti fino alla parola “fine” per conoscere gli ultimi sviluppi. Ciò che mi cattura come sempre di quest’autrice è l’aspetto psicologico e la natura introspettiva dei personaggi che diventano veri e reali. Mi piace l’idea di questa trama, dove l’eroe non è il classico super poliziotto bravissimo che non sbaglia mai, ma al contrario, ci troviamo con un commissario che svolge il suo ruolo di solito con superficialità, ma qui, in questa storia, cambia il modo di relazionarsi con la sua professione e diventa decisamente più presente e coinvolto nelle indagini che è chiamato a svolgere.

Questa storia l’ho molto apprezzata, direi che a oggi è una delle mie preferite di questa autrice, una lettura che consiglio vivamente a tutti.

Se questo blog vi piace, lasciate un commento a questo post, grazie.

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