Intervista radiofonica per parlare del mio E tu quando lo fai un figlio? E di Fertility Day

Oggi voglio raccontarvi un’esperienza emozionante per la sottoscritta, qualche giorno fa, esattamente il 5 settembre, sono stata in collegamento radiofonico con Radiocusanocampus, una diretta di 12 minuti circa per parlare di Fertility Day e del mio romanzo edito con Rizzoli E tu quando lo fai un figlio?

Per me era la prima volta che parlavo alla radio per un’intervista, in diretta, poi, ha avuto un sapore ancor più forte ed emozionante. In passato avevo già avuto un’esperienza simile, con un blogger, si trattava di una registrazione e andavo certamente più tranquilla.

Il contatto è avvenuto il giorno prima, per cui non ho avuto nemmeno modo di digerire io stessa la novità del momento, inoltre la trasmissione che mi ha ospitato, Il mattino ha la cultura in bocca, si svolge dalle 7 alle 8 del mattino, per cui tempi strettissimi per elaborare la notizia. Ero emozionata e forse se si è avvertito un po’ dalla voce, ma devo dire che appena ho cominciato a parlare, mi sono sentita a mio agio, certamente complice e merito della presentatrice, gentile, affabile e che mi ha trasmesso tanta sicurezza. L’occasione è nata per parlare del Fertility Day, certamente ne avrete sentito parlare tutti. In questi ultimi giorni media e social ne hanno discusso ampiamente, con critiche e annotazioni, spesso non proprio gentili. Io credo che si sia peccato d’ingenuità nel voler lanciare questa campagna per la fertilità. Il 22 settembre si dovrebbe celebrare il giorno della fertilità, ma cosa vorrà significare veramente? Quanti di voi si sono fatti un’idea del problema che s’intende risolvere?

youfeel cover

Fertility Day

Sono andata a spulciare cosa dice il sito aperto per per l’occasione fertilitydaysito ho trovato molti articoli interessanti, anche se sono argomenti che ormai conosco a dire il vero quasi a noia. Temi di cui ne ho sentito parlare in questi ultimi anni tante di quelle volte, da conoscerne i contenuti a memoria. Non è una bella cosa, avrei voluto fare a meno di conoscere tutti quei dettagli, ma purtroppo il destino spesso decide per noi, altre volte lo decidiamo noi, ma in questo caso, quando parliamo di infertilità, non c’è modo di appurare chi, come e perché, questa colpirà alcune coppie. Si parla delle varie possibili cause che portano infertilità, articoli che tutto sommato, possono suscitare un certo interesse ed essere correlati all’argomento. Questo non si può mettere in dubbio, ma esattamente, cosa si dovrebbe “festeggiare”, la fertilità? E chi invece non lo è? Chi invece non può festeggiare l’essere fertile o la possibilità futura di mettere al mondo dei figli? Cosa dovrebbe festeggiare?

Okay, forse non è nato come idea di festeggiamento ma di prevenzione, forse, ma per come si sono esposti i fatti e per come si enfatizza il Fertility Day, non sembra che ci siano molti riguardi per chi soffre questa situazione e poi, vogliamo parlare del perché anche consapevolmente, non si fanno figli nel nostro Paese?

Spese, costi, vizi, mancanza di lavoro stabile… insomma gli argomenti  non mancano. Un figlio va mantenuto, si sostengono spese non indifferenti per crescerlo e tutto deve essere ben ponderato quando si decide di ampliare la famiglia. Non è tanto semplice oggi, dire: facciamo i figli, e poi?

Oggi ci sono esigenze diverse, forse si è anche più viziati, ma è altrettanto vero, che nella realtà in cui viviamo, ci sono problematiche più oggettive, che non possono essere sottovalutate. Per cui spesso non si possono fare i figli, oltre per causa di madre natura, anche per necessità economiche e famigliari. Ci sono tanti bimbi unici o al massimo famiglie con due figli, qualcuno ancora è coraggioso e decide di averne più di due, ma è da valutare bene ogni scelta e certamente, bisogna considerare ogni situazione. Per cui, è vero, bisogna salvaguardare la salute e la fertilità, ma attenzione a come ci esponiamo, tutto potrebbe cambiare di significato.

Nel sito sono esposti articoli anche di prevenzione e dati oggettivi sulla fertilità, dove si espongono dati alla mano, su quante coppie in termini di percentuale, soffrono di infertilità. Questo tema per me è sempre stato vicino, ho atteso oltre dieci anni per riuscire ad avere mia figlia e la mia esperienza è stata scritta nero su bianco sul romanzo E tu quando lo fai un figlio? Edito da Rizzoli per la collana Youfeel.

La prima volta questo romanzo è stato pubblicato in self nel 2015, poi è stato letto da qualcuno, che non smetterò mai di ringraziare, all’interno della casa editrice Rizzoli, che ha visto qualcosa in questa storia e ha creduto nelle sue potenzialità. “C’è tanto amore in questo libro” queste sono state le sue testuali parole, mi ha emozionata, perché nonostante non sia una commedia o storia d’amore tipica della collana, per lei meritava di far parte del loro progetto. Si tratta di un altro genere di amore, questo si esprime in tanti termini e quello di maternità o desiderio di genitorialità in generale, è un’espressione di amore pure quella.

L‘intervista radiofonica è durata una decina di minuti, sono stata contenta di aver potuto parlare in quei fugaci minuti della storia e di ciò che il romanzo racchiude. Ci sono momenti di ilarità, momenti divertenti e spassosi, cene di famiglia con parenti serpenti e poi, una quotidianità costellata di eventi catastrofici, dolorosi, emozionanti ma anche frizzanti.

I personaggi sono Luisa e Leonardo, assolutamente inventati, per dare brio alla storia e renderla meno faticosa nella lettura. Insomma, per concludere, non voglio annoiarvi ancora, è stata una bella esperienza, mi sono divertita e, posso dirlo? Sono orgogliosa di me stessa e di quello che ho fatto in questi anni.

Ci sono stati tanti ostacoli e ancora tanti altri sarò destinata a incontrare, la vita è questa, ma sono felice di esserne uscita a testa alta e, non perché ho mia figlia, ho sofferto molto, perso dei bimbi, una ferita sempre aperta e sanguinante, ma perché sono riuscita a non farmi sopraffare da quegli anni bui.

Scrivere E tu quando lo fai un figlio?  è stato importante per esorcizzare un periodo del mio passato che non voglio e mai potrò dimenticare e, soprattutto, per dimostrare la mia vicinanza a chi, uomini e donne, si trovano in quella situazione. Questo è un modo per stare loro vicini e sono lieta che il libro abbia ottenuto tanti riscontri positivi. Molte donne mi hanno scritto anche privatamente per dimostrarmi il loro affetto, asserendo di aver letto il libro e di averlo apprezzato, per gli argomento esposti e per come sono stati scritti, ma soprattutto perché hanno trovato una confidente con la quale parlare dei loro momenti. Ci sono donne che mi scrivono ogni giorno per raccontarmi del loro vissuto, altre addirittura mi hanno confidato di affrontare la fecondazione assistita con maggiore serenità grazie alle mie parole. Mi sono commossa e sono felice di essere stata loro vicino, in qualche modo e, lo sono , sempre.

Adesso vi lascio ma tornerò a parlarvi ancora di E tu quando lo fai un figlio? Se vorrete, ne saprete di più?

VI LASCIO IL LINK DELLA RADIO DOVE ASCOLTARE LA MIA INTERVISTA. BASTA SCORRERE LA PAGINA CHE SI APRE, LEGGETE IL MIO NOME  E IL TITOLO DEL LIBRO, CLICCATE E POTRETE ASCOLTARE. QUI LINK RADIO . 

E voi, cosa ne pensate del Fertility Day? Aspetto i vostri commenti.

Tiziana

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