Amore Tormentato – leggi gratis l’incipit

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Giorgia combatteva il freddo della Cornovaglia facendosi cullare dai raggi solari insolitamente splendenti in quell’autunno anticipato. Aveva trovato una bella insenatura dove trascorrere del tempo, quando il lavoro le permetteva di dedicarsi un po’ a se stessa. Si era presa una pausa, ne aveva bisogno, non tanto dal computer e dal suo blog, ma dalla mente che non smetteva di gridarle la verità. Nonostante fossero trascorsi anni, centinaia di chilometri e il mare non erano bastati a dividerla dal passato che l’aveva segnata: lui era sempre lì, era il suo tormento. Cambiare vita non era stato semplice, lasciare tutto era stata una decisione sofferta ma anche l’unica possibile per lei. Ogni tanto pensava a come sarebbe stata la sua vita se quel giorno avesse cambiato strada, se non avesse accettato quell’invito, se non avesse ceduto alla corte serrata di quel ragazzo alto e bello come il sole che diceva di amarla.

Erano trascorse molte stagioni da quell’epoca lontana, la ragazzina di allora non esisteva più, aveva solo ventidue anni quando quella fanciulla spensierata si era trasformata in donna vittima del suo aguzzino amoroso. Per quanto cercasse di lasciarsi dietro il passato, questo non cedeva, tornava e la perseguitava; fuggire forse non era stata la scelta migliore, affrontare i demoni era la risposta più giusta, ma Giorgia non voleva; non poteva, non ce l’avrebbe fatta.

«Giorgia!» qualcuno cominciò a gridare il suo nome. Distolta dai suoi pensieri, si girò e la vide.

«Eccomi, sono qui» rispose gridando a sua volta per farsi sentire, alzò anche una mano ondeggiando il braccio da destra a sinistra per farsi vedere. Elisette era una cara amica, l’aveva conosciuta anni addietro, durante una vacanza in quella terra stupenda rimasta scolpita nel suo cuore. Era lei la prima persona cui aveva pensato quando aveva messo in moto il progetto della nuova vita. Non la vedeva e sentiva da qualche tempo, ma quando l’aveva chiamata, lei senza chiedere spiegazioni l’aveva accolta nel suo focolare.

L’amica la vide e la raggiunse.

«Cosa fai qui tutta sola? C’è freddo e si sta alzando un vento atlantico terrificante, tra poco si gelerà», disse raggiungendola. «Mi sono presa una pausa, avevo bisogno di un po’ di aria e questo posto mi rilassa tantissimo. Gli ultimi giorni sono stati piuttosto pesanti» rispose lasciando la frase incompleta, quasi stesse cercando le parole giuste o spiegazioni plausibili in grado di colmare la curiosità di Elisette.

«Non devi giustificarti, ci mancherebbe. Ero preoccupata, tutto qua. Adesso vieni a casa, ti preparo una tazza di cioccolata calda, potrei farti anche un bel tè forte e nero, o quello che preferisci, sicuramente avrai bisogno di una bevanda bollente». Concluse.

Giorgia pensò fosse vero, l’amica aveva ragione. Sentiva il freddo dentro le ossa, implacabile e pungente, fino a qualche secondo prima non si era resa conto di quello stato fisico, i pensieri erano volati via, persi indietro nel tempo, in un’era lontana mai dimenticata del tutto. Si alzò, raggiunse l’amica e insieme percorsero la strada del ritorno, solo qualche centinaio di metri interposto tra l’affascinante costa e le abitazioni vicine delle due donne.

Giorgia aveva telefonato all’amica conosciuta durante una vacanza in Cornovaglia, pregandola di aiutarla. Era in piena crisi e dentro di lei sentiva il mostro oscuro della depressione avanzare e trascinarla verso l’abisso. Se lei non avesse risposto a quell’ora tarda della notte, probabilmente il suo destino si sarebbe fermato in quel momento, già stringeva tra le mani una lametta e un bicchiere colmo di medicinali di vario genere. Era pronta a mettere la parola fine, quando uno spiraglio le aveva mostrato una prospettiva diversa. Aveva afferrato la rubrica cartacea che conservava gelosamente e composto quel numero oltre confine. Non le era importato dell’ora: aveva bisogno di lei, di quell’amica conosciuta e con la quale aveva provato un’immediata empatia.

«Non so cosa fare. Se resto qui un altro giorno, morirò», aveva detto in preda alle lacrime. Elisette dopo qualche attimo di smarrimento per la telefonata e la voce strozzata dal terrore di Giorgia, l’aveva invitata a raggiungerla.

«Non dire scemate a quest’ora tarda della notte. Adesso prenoto a tuo nome il primo biglietto aereo che trovo. Ti aspetto, non fare sciocchezze».

«Non so cosa fare, non ho soldi con me e… »

«Metti qualcosa di pesante e vai all’aeroporto, ti chiamo appena trovo un volo disponibile. Smetti di piangere, altrimenti non capisco cosa dici». Aveva usato un tono acceso e autorevole, le aveva chiesto un numero di cellulare per rintracciarla, non appena aveva chiuso la conversazione, si era subito adoperata per lei. Conosceva in parte la sua situazione, non nel dettaglio e certamente non era a conoscenza degli ultimi atroci sviluppi, Giorgia però era una ragazza che soffriva, lo aveva capito dalla loro ultima conversazione avvenuta mesi addietro. Non avrebbe saputo quantificare quanto tempo fosse trascorso dall’ultima volta in cui si erano sentite, ma non l’era importato, altre erano le cose fondamentali in quel frangente. Lei conosceva bene la sofferenza, il dolore, la voglia di farla finita. Lo aveva percepito nella voce strozzata dal pianto isterico in quella telefonata, Elisette un decennio addietro aveva vissuto una situazione simile, quando lei stessa aveva affrontato il suo demone.

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3 thoughts on “Amore Tormentato – leggi gratis l’incipit

  1. Antonella Sacco 2 luglio 2016 / 10:07

    L’ha ribloggato su Antonella Saccoe ha commentato:
    Oggi rebloggo questo articolo di Tiziana Cazziero che riporta l’incipit del suo ultimo romanzo, uscito nel mese di giugno. Non ho letto il romanzo ma l’incipit mi sembra promettente.
    Buona lettura.

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