Maledettamente di Adriana Pitacco, segnalazione

Continuano le segnalazioni nel blog, sono giornate piene e sono contenta di consigliare alla lettura molti libri; non sono testi che ho letto tutti, quelli soggetti al mio giudizio, li trovate sotto la voce con scritto recensione (rimanete sincronizzati, presto in arrivo due recensioni).

Parliamo quest’oggi di un testo importante, ispirato da una storia vera, questo è quanto mi è stato riferito dall’autrice stessa, adesso non vi dirò di più, vi lascio la scheda e la descrizione dell’opera.

Maledettamente di Adriana Pitacco

518xzwumsal-_sy445_ql70_

SCHEDA

AUTORE : Adriana Pitacco

TITOLO : Maledettamente

CASA EDITRICE: Lettere Animate

 DATA  DI  EDIZIONE : 9 settembre 2015

GENERE:  è un romanzo che in vari tratti può essere definito “psicologico” per la forte connotazione emotiva che emerge nei vari quadri-racconti.

L’intento narrativo è quello di condurre il lettore, attraverso il vissuto dei vari personaggi, al mondo disincantato della follia.

STILE: la narrazione si sviluppa attraverso la tecnica del montaggio parallelo inframezzata da un mosaico di quadri- racconti connotati da un particolare gusto per la descrizione, per l’introspezione psicologica e da una viva e intima teatralità delle scene e dei loro protagonisti.

TRAMA:  E’ una voce narrante solitaria quella che decide di raccontare all’eterna compagna che la sta attendendo, la morte, il racconto di Sergio l’unico uomo che riuscì ad amare in grado di farle scoprire le  piramidi dell’esistenza.

E’ la voce di Sandra, malata terminale di cancro, che trasforma gli ultimi giorni che le rimangono da vivere in un fertile racconto che la condurrà al profondo compimento della sua esistenza.

In un’anonima stanza d’ospedale, dopo le inutili visite di amici logorati dall’implacabile scorrere del tempo, prende forma l’affresco della memoria dal momento in cui Sergio, brillante medico psichiatra, decide di lasciare l’Italia per un importante incarico nella prestigiosa clinica di Losanna. Sergio intuisce sin da subito che da quel momento avrebbe dovuto scontrarsi con una degenerata impostazione della psichiatria secondo la quale il compito prioritario del medico consiste nel contenere e annullare il paziente, nell’abolire qualsiasi suo desiderio.

Folgorato dall’urlo lacerante di uomini e donne Sergio percepisce il crescendo del loro dolore mentre la loro lontana quotidianità sta sprofondando in una voragine senza respiro.

Con l’avanzare dei giorni il giovane psichiatra riesce a confutare ogni idea di questa forviante e idolatrata psichiatria sicuro di poter riportare uomini e donne, finora abbandonati con le loro sofferenze, a una ritrovata vita quotidiana.

Non più quindi una psichiatria del controllo sulla delirante Giovanna, sulla bulimica Margherita, su Charlotte attanagliata dal morso della coscienza per un forte desiderio di incesto, ma un profondo dialogo per comprendere le loro storie, la loro necessità impellente di riprendere le parole per troppo tempo soffocate.

S’inoltra quindi nell’inquieta vegetazione dei loro pensieri, nei loro ricordi chiusi in un profondo oblio, nei loro isterici movimenti, in quel pianto fagocitato dalla tortura di qualche elettroshock d’ultima generazione, mettendo così in discussione le usuali e violente pratiche psichiatriche.

Solo quando Sandra giunge  alla fine del racconto comprende di aver scoperto il fulcro dell’esistenza umana ed è attraverso la sua coraggiosa voce narrante che saluta la vita con un profondo richiamo al valore inestimabile della diversità e alla straordinaria forza della libertà.

AMBIENTE : il racconto attraverso il montaggio parallelo e la tecnica del flash back si svolge in un’anonima stanza di degenza riservata ad ospitare gli ultimi giorni di Sandra, malata terminale di cancro, e nella clinica psichiatrica di Losanna.

TEMPO: l’intento narrativo è quello di condurre il lettore, attraverso il vissuto dei vari personaggi, al mondo disincantato della follia. Il tempo narrato in “Maledettamente” può essere definito come un tempo interiore vissuto da ogni singolo personaggio e quindi il “tempo della coscienza”.

Per quanto riguarda la datazione  l’autrice non fornisce alcuna precisazione perché le vicende narrate, pur prendendo spunto da alcune pratiche in uso, sono frutto della sua immaginazione.

PERSONAGGI: il personaggio che funge da voce narrante è Sandra.

Questa donna, sebbene il cancro la sta bramosamente sradicando dalla vita, decide nei pochi giorni che le rimangono di non lasciarsi andare apaticamente alle sorti del destino, ma di rendere omaggio alla vita con una sincera e impietosa testimonianza d’amore e di libertà.

Il carattere di Sandra viene evidenziato attraverso le sue riflessioni.

E’ un personaggio, una voce narrante, che si libra dalle pareti di un’anonima stanza d’ospedale e che guida il lettore a conoscere le vicende di un giovane psichiatra intento a sfidare una  violenta psichiatria.

Dalle situazioni narrate il lettore può dedurre l’età anagrafica di Sandra.

L’autrice focalizza la descrizione fisica di Sandra puntando su alcuni elementi descrittivi che evidenziano la sua malattia.

 Altro personaggio su cui si snoda il romanzo è Sergio, brillante medico psichiatra, che accetta un incarico alla prestigiosa clinica psichiatrica di Losanna.

Arrivato nella clinica questo giovane medico si scontrerà con determinazione contro gli abusi perpetuati da una degenerata psichiatria, denunciando i soprusi e le violenze messe in atto dalle usuali pratiche psichiatriche.

Attraverso il dialogo con i pazienti, non vedendoli come malati da schedare e da sedare, egli rivendica il diritto di ogni paziente di essere aiutato a superare la sua crisi esistenziale e di essere guidato a recuperare la sua vita quotidiana.

Il tratto che contraddistingue Sergio è la forte empatia che stabilisce con i suoi pazienti. Risaltano nel tessuto narrativo i dialoghi tra Sergio e gli ospiti della clinica; dialoghi che evidenziano l’importanza della diversità come diritto inalienabile di ogni individuo e valore inestimabile per la società.

Gli ospiti della clinica vengono presentati dall’autrice utilizzando una forte connotazione descrittiva; nell’intreccio narrativo emergono scene dal forte spessore emotivo.

L’aspetto fisico e l’abbigliamento aggiungono particolari alle caratteristiche dei personaggi.

RAPPORTO PERSONAGGIO E AUTORE : Si percepisce nel romanzo un intimo rapporto tra l’autrice e i personaggi.

L’autrice ha infatti vissuto in prima persona alcuni fatti che l’hanno portata a denunciarli utilizzando la narrazione.

La caratteristica che accomuna i personaggi è il desiderio ancestrale di conquistare la libertà.

 TEMI TRATTATI: l’affermazione della diversità come valore, la straordinaria forza della liberà e un forte rifiuto per ogni abuso e costrizione.

 

Breve estratto

Vidi infierire lo sguardo attento ad adocchiare le misure, il peso, la

conformità del volto, l’idea dell’espressione. “Povero stupido!” lo schernii

ridendo di gusto mentre mi si asserragliavano attorno dimenticando che

esistevo : “La porterà dove la luce ci sarà, ma lì non ci andremo più! Sssh…

Zitte… piano e zitte ritorniamo! Lui sceglie la più bella! Ma noi brutte

siamo! Vero! Vero!” S’ atteggiarono le deformità dei loro volti; poi le

vecchie pazze se ne andarono moltiplicando i loro passi e veloci entrarono

nelle loro stanze. Pronto s’avventò sulla nuova preda : ferme rimasero le

mie braccia, liquefacendo i movimenti congestionati da cinghie di cuoio.

Mai mi sarei dimenticata di colmare la rabbia, e cogliendo al contrattacco

la mossa avversaria, lucido il calcio, si tuffò nel ventre oleoso

dell’infermiere. Troppo forte l’indignazione del medico? A nessuna pazza

era concesso esercitare così bene i suoi movimenti. Il controllo doveva

essere immediato! Sfoderarono le loro forze, mentre sentii il corpo

irrigidirsi come un vecchio gambero: indietro sarei ritornata? Lontano me

ne sarei andata? Tutto, precisamente tutto, era stato predisposto per

l’ennesimo Blitz!

“Mia cara Charlotte, tra breve tempo la pazzia non ti concederà più le sue

grazie!” accesa la voce la vidi correre velocissima lampeggiando l’inno

della novità; poi scosse più volte il capo mentre i laboriosi movimenti

ricontrollavano i cavi che schioccavano dentro la lebbrosa officina.

Stagnante l’acqua, rigido il sangue, tentai di mantenere ferma l’origine

della memoria, perché prodigioso il tempo sarebbe ritornato, sicura che i

volti della memoria avrebbero continuato a oziare dentro al gioco del

giorno e della notte.

Avrei rivisto mamma dentro ai suoi innumerevoli dubbi e papà guastarsi il

giorno con il canto inquieto della sua malinconia. Tutto così

straordinariamente semplice.

Ma l’officina continuava a reclamare l’esito del nuovo esperimento! L’urlo

si soffocò in gola pastoso come il vomito, mentre strani marchingegni

fumiganti di odore ferroso si attaccarono sulla testa come sanguisughe.

Leggero lo sguardo nell’istinto della sopravvivenza si richiuse tra i sogni

della strada, nascosto tra la luce del giorno, al galoppo, dentro al rosso

acceso.

Ricordandosi ancora di me.

“Oggi è diverso! Regoliamo l’afflusso!” suggerì il vecchio medico dal viso

crepuscolare “Intensifichiamo, il doppio della potenza!” Fulmineo si girò

per guardarmi come si osserva la consistenza di un oggetto. La fetida luce

si aprì traboccando la testa nei fulminei attacchi. Senza tempo sentii i sensi

annullarsi nel dolore esasperante. Fritto il cervello! Fritta la testa nella luce

bollente! Vidi rovi di capelli spezzarsi sotto gli elettrodi. Mi si sradicarono

le ossa come pezzi di vecchia artiglieria e rimbombavano al via delle

nuove scosse! Interminabile il corpo nel dolore intermittente, lo vidi

sbalzare nell’aria e ricadere trafitto dai muscoli che controllavano gli ultimi

respiri. Improvvisamente stramazzato a terra non si sollevò più! Mai più

sorretto, ora negato, si collocava in una zona che non mi apparteneva :

carne flaccida dentro all’odore elettrico, senza più coscienza di vegliare il

tempo! Nuovo elettroshock! Così lo chiamavano.

Sparse le voci mi chiamarono : “Dov’ero? Chi mi chiamava?

Rimarrà almeno il sogno?”

 

 

Si svegliò di soprassalto Sergio; nel breve tempo del sonno Charlotte

aveva scelto di andarsene dove il tempo dimenticava di ricordare.

S’affrescò il ritratto,

naturale, selvaggiamente vivo, aderiva perfettamente alla volontà di

esistere.

“Buona volontà a tutto… dottore…

Semplice questione di tempo… io ci sarò!”

 

Accese le luci Jonathan, fiutò il tenue movimento della luce : troppo

pallida, poco consanguinea con l’ultimo esperimento. Follia elettrica? Cura

polarizzata in un programma di controllo mentale perché solo un trauma di

uguale intensità avrebbe riordinato menti vaghe e poco studiate. Rilesse

l’ultima cartella : Shock elettrico –donna dall’età anagrafica conforme a

quella fisica –

esperimento non riuscito.

Annunci

4 thoughts on “Maledettamente di Adriana Pitacco, segnalazione

  1. alvise 21 giugno 2016 / 16:03

    ho avuto la fortuna di conoscere l’autrice e ne ho apprezzato la sua profonda ricchezza interiore

    Mi piace

  2. gianluca 23 giugno 2016 / 10:07

    ho avuto il piacere di conoscere quest’autrice, ne ho apprezzato la profonda ricchezza interiore

    Liked by 1 persona

  3. Maramarina 28 giugno 2016 / 18:38

    Un romanzo di suggestive riflessioni il disagio della malattia mentale ma anche sulla compassione e l”amore, in definitiva sulla vita. Scrittura superba!

    Mi piace

  4. Mara Maggiori 28 giugno 2016 / 22:54

    Un romanzo sorprendente che tocca a tratti con imperiosa delicatezza a volte impudicamente i temi della malattia mentale,dell’amore e della compassione, in definitiva della vita.Una scrittura superba per una toccante esperienza di lettura

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...