Le autrici del Collettivo Black Dahlia ci svelano il loro progetto

Il collettivo Black Dahila ha deciso di raccontarsi nel mio blog, un progetto nato da un gruppo di autrici, che ha deciso di unirsi dietro copertura di pseudonimo per realizzare un’antologia di racconti erotici.

Credo che sia una bella sorpresa ed è stato interessante intervistarle e conoscere questa nuova realtà che sarà presto onloine su Amazon con questo primisismo esordio: I Fiori del desiderio, una raccolta che si presenta con una copertina di forte impatto, elegante ma con una carica sensuale inequivocabile.

Adesso basta con le chiacchiere e vediamo cosa ci ci raccontano le autrici del Collettivo Black Dahila.

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Titolo: I fiori del desiderio

Autore: Collettivo Black Dahlia

Cover: Storm Graphics

Genere: Racconti erotici

Pagine: 180 (circa)

Editore: Amazon Media EU S. r.l. (4 maggio 2016)

Prezzo: euro 2,99 (ebook), gratis con KU. Cartaceo euro 9,90

Sinossi

La voce e la fantasia di dieci autrici diverse, maliziosamente celate dietro uno pseudonimo floreale, raccontano i tanti volti dell’erotismo e guidano il lettore nella pura ricerca dei piaceri del sesso. Storie sensuali e intriganti dipingono l’amore fisico di volta in volta con sfaccettature differenti: raffinato, travolgente, proibito, misterioso, o solo immaginario. Che segua il sentiero di fantasie virginali, di seduzioni di coppia o di torbide perversioni, il filo conduttore di questi racconti resta l’eros, energia potentissima e vitale, istinto primordiale e a volte incontrollabile, eppure anche espressione della più elevata complessità dell’animo umano.

Intervista al Collettivo Black Dahlia

D. Idea bella e curiosa, come nasce l’idea di un collettivo tra autrici per parlare di erotico?

R. Buongiorno, Tiziana, e grazie per averci dedicato il tuo tempo e la tua attenzione. L’idea di fondare un collettivo anonimo di scrittura dedicata all’eros è nata da uno scambio di idee, per metà serio per metà giocoso, in un gruppo Facebook. Una dozzina di scrittrici poi ha deciso di valutarne la fattibilità in modo più approfondito, e quindi di investire tempo ed energie in questo progetto innovativo.
Nel nostro approccio c’è sempre stata una parte professionale, che voleva dare al lettore un prodotto di qualità e accattivante, ma anche un aspetto di gioco e di sperimentazione; partecipare al collettivo è un’esperienza di crescita, di confronto, ma non manchiamo di divertirci, strada facendo.

D. Il gruppo Black Dahlia vuole forse mandare un messaggio al mondo editoriale in generale? Qual è il loro intento?

R. Il collettivo è nato da varie esigenze, alcune comuni, altre individuali; quella di collaborare con altre colleghe, di sperimentarsi nel genere erotico, di sfidare i propri limiti protette dall’anonimato. Solo in seguito ci siamo accorte che questa esperienza poteva veicolare dei messaggi importanti verso l’esterno, e fornire anche un esempio originale e coraggioso. Prima di tutto, ci piace essere un modello di collaborazione tra donne, in un mondo, come quello editoriale, dove secondo i pregiudizi prevalgono l’individualismo e la competizione; non è invece questa la norma, e l’esistenza di questo collettivo lo vuole ribadire con forza. Molte autrici inoltre soffrono del fatto che la loro passione sia un mestiere prevalentemente solitario e autocentrato, nel quale è difficile confrontarsi con un pari su dubbi o difficoltà. A queste colleghe volevamo dimostrare che anche in questo campo si può lavorare insieme in modo soddisfacente e proficuo, pur salvaguardando la propria individualità.
Infine, abbiamo sperimentato che soprattutto nel mondo del self publishing la condivisione delle capacità è una carta vincente per gli autori. Non possiamo tutti essere esperti ed efficienti in tutte le varie e complesse fasi della vita di un’opera, e non sempre ci sono le risorse per acquistare all’esterno le competenze che ci mancano. L’apporto di tutti i componenti del gruppo, lo scambio di esperienze e il supporto reciproco può essere una soluzione a questi problemi: “Insieme si vince, divisi si perde”, per citare un famoso film di supereroi. Non solo, aggiungiamo noi: insieme si cresce e si impara.

D. Come vi siete trovate a collaborare in questa realtà?

R. In modo molto coeso, a dire il vero. Far parte di un gruppo attiva immediatamente dei meccanismi di solidarietà e di identità condivisa molto potenti. E tutto questo nonostante moltissime di noi non si conoscano se non con il loro nome d’arte e gli scambi siano esclusivamente virtuali. Si è innescata una specie di circolo virtuoso: più qualcuno investe nel gruppo, più gli altri aumentano il loro commitment nel gruppo stesso. Il tutto, è bene precisarlo, nella più grande libertà dei singoli componenti. Al lavoro del collettivo si partecipa secondo i propri ritmi e le proprie possibilità, non ci sono vincoli né obblighi; ci sono degli obiettivi, naturalmente, delle scadenze di pubblicazione alle quali però si è liberi di volta in volta di aderire in base alle proprie esigenze personali.

D. I fiori a rappresentarvi come gruppo e singolarmente, nasce da cosa e perché questa scelta?

R. Abbiamo voluto presentarci con un simbolo di femminilità e di sensualità al tempo stesso, declinando tuttavia le nostre differenze individuali nel modo che più sentivamo affine. Ciascuna ha scelto un fiore diverso come pseudonimo, dal più sensuale al più innocente, a ricordare la meravigliosa complessità che domina la natura e l’essere umano, e le infinite sfaccettature della fantasia e della sessualità.

D. I Fiori del desiderio, oltre al tema erotico, cosa unisce questi racconti?

R. In realtà sono più numerosi i particolari che li rendono differenti piuttosto che quelli che li accomunano. Non è vero che l’immaginario erotico nelle donne sia più standardizzato rispetto a quello maschile, e che l’eros al femminile sia sempre soft, implicito, romantico, velato. Troverete che i nostri racconti sono molto variegati come ambientazione, tasso di erotismo, linguaggio. Potrebbe venirvi il dubbio che dietro qualcuno di noi si celi invece una penna maschile, mentre altre narrazioni sono decisamente romance come sfondo. Questo è secondo me un grande punto di forza della nostra raccolta. L’eros, a meno che non sia declinato da più voci e su più piani differenti rischia di essere monotono e ripetitivo; nel nostro bouquet, invece, a ogni fiore si cambia stile, registro, tono, punto di vista, fantasie. La passione non è forse questo, un diamante con centinaia di sfaccettature diverse? Abbiamo inoltre voluto concederci un piccolo divertissement: in ogni storia è stato inserito il fiore scelto dall’autrice come pseudonimo. Una caccia al dettaglio per incuriosire il lettore, ma anche un ulteriore modo per far emergere la personalità di ciascuna dietro lo spunto di un tema comune.

D. Cosa vi aspettate da questo progetto e come lo gestite? Avete dei compiti, c’è un responsabile o cosa? Raccontaci un po’ di questo Collettivo Black Dahlia.

R. Non abbiamo mai sentito il bisogno di nominare un responsabile unico, ma le responsabilità ci sono e le prendono in carico di volta in volta le autrici, proponendosi per una attività o l’altra a seconda della loro expertise e del tempo che hanno a disposizione in quel momento. Non abbiamo un’attribuzione dei compiti rigida, anzi proviamo sempre a sperimentarci anche nei ruoli per noi più nuovi, sotto la guida di una collega più esperta. Ci scambiamo suggerimenti, facciamo prove, chiediamo aiuto e supporto quando serve. Non bisogna dimenticare che siamo tutte autrici abbastanza esperte, con numerose pubblicazioni alle spalle, quindi non ci mancano metodo di lavoro e conoscenza del mondo editoriale. Ci sono poi decisioni che bisogna prendere in comune, e qui vale il criterio di maggioranza, cercando in ogni caso di non scontentare nessuno. Su questioni più vitali ciascuna ha diritto di veto e occorre l’unanimità per procedere. Finora tutto è stato gestito con serenità e trasparenza, usando buon senso e un pizzico di diplomazia, come in ogni gruppo di lavoro. La cosa che ci piace di più è il clima di fiducia e di leggerezza che si vive nel collettivo: spero che continueremo a divertirci nel lavorare insieme, perché questo è essenziale per la tenuta a lungo termine della motivazione verso il progetto.

D. L’erotico è il genere che sembra vendere molto in Italia, secondo voi perché? Forse è la moda del momento?

R. Sicuramente c’è una componente di relativa novità che traina il successo di questo genere, sull’onda dei best seller che tutti conosciamo. Ma se ci pensi, la tematica erotica è sempre stata molto sfruttata, nei prodotti video, fotografici, letterari. I nuovi mezzi tecnologici hanno però aiutato l’esplosione della loro diffusione: internet per le immagini e i filmati e le letture digitali per quel che riguarda la narrativa. Gli stimoli che hanno a che vedere con la sessualità vanno fruiti privatamente, in discrezione, intimità. Ecco perché il web e l’editoria digitale hanno spinto tantissimo la diffusione dei prodotti di entertainment erotico, secondo me. Non c’è più bisogno di affittare videocassette, o di andare in edicola o in libreria. So che può sembrare impossibile che un mercato del genere non vada in ripetizione, in saturazione, eppure non succede. Recenti studi hanno evidenziato ad esempio che il 30% del traffico giornaliero mondiale è generato da siti a luci rosse. (http://www.fastweb.it/web-e-digi…/i-numeri-del-porno-online/). Penso dunque che la richiesta di intrattenimento erotico sia connaturata all’essere umano, e ben lungi dall’essere influenzata da mode momentanee. Starà naturalmente alla bravura e alla professionalità di chi ha deciso di lavorare in questo campo fare la differenza nella qualità dei prodotti che offre.

D. Cosa vi aspettate da questa unione, avete già altri progetti per il futuro? Pensate di continuare su questo filone letterario?

R. Il collettivo nasce come “stanza delle meraviglie”, come ambiente protetto dove le autrici possono esprimersi senza remore e senza vincoli nel tema della sessualità. Altrove tutte siamo già libere di spaziare nei generi che preferiamo, ma quando indossiamo il nostro “alias fiorito” entriamo in un altro mondo, disinibito, spregiudicato, dove non temiamo i giudizi dei lettori affezionati né dei conoscenti né dei colleghi. Per questo sotto il nome del collettivo ci riserveremo di pubblicare esclusivamente le nostre opere orientate al genere erotico. Lo faremo a titolo individuale, a quattro mani, in nuove raccolte, ma sempre mantenendo sulla cover il brand Black Dahlia, che speriamo possa diventare per i lettori un marchio riconoscibile e riconosciuto di scrittura erotica di qualità. Per l’autunno già stiamo pensando a un’altra raccolta di racconti, stavolta con un tema a sorpresa. Per le pubblicazioni delle singole autrici, alcune sono già pronte con dei titoli che non mancheranno di stupire.

D. Grazie per aver scelto questo blog per parlare di voi, se volete aggiungere qualcosa, questo spazio è vostro. Aggiungo, avete qualche anticipazione per i lettori e dove possono seguire questo progetto?

R. Grazie infinite, Tiziana, con il tuo permesso ti vorrei lasciare qualche card che abbiamo realizzato per la nostra prima antologia, per incuriosire i lettori e far loro intravedere quanto differenti e variegate possano essere le nostre “sfumature”. Il collettivo ha la sua pagina Facebook, sulla quale pubblica anticipazioni e notizie sul proprio lavoro e interagisce con i lettori. L’indirizzo è il seguente:
https://www.facebook.com/CollettivoBlackDahlia/?fref=ts
Vorrei infine ringraziarti moltissimo a nome di tutte le altre autrici del Collettivo per lo spazio che ci hai concesso.

Questa è la loro presentazione del Collettivo

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Sotto il nome di Collettivo Black Dahlia si sono riunite un gruppo di autrici italiane con diverse pubblicazioni di vario genere all’attivo. La loro idea è quella di affrontare il tema della sessualità sotto pseudonimo, per essere maggiormente libere di esplorare il genere erotico senza il vincolo dell’identità personale e del curriculum di pubblicazioni pregresse.

Lo spirito del Collettivo è quello inoltre di proporsi come un esempio di collaborazione e solidarietà letteraria tra donne.

La raccolta di racconti erotici “I fiori del desiderio” ha il compito di presentare ai lettori il progetto Black Dahlia e le sue autrici, ciascuna con il proprio stile individuale e distintivo, così come unici e preziosi sono i diversi fiori che hanno deciso di utilizzare come nome de plume.

Per chi fosse interessato a conoscere meglio il gruppo Black Dahlia ed essere aggiornato sulle future pubblicazioni, che comprenderanno sia opere individuali che di gruppo, rimandiamo alla pagina Facebook:

https://www.facebook.com/CollettivoBlackDahlia/?fref=ts

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Fare parte di questo Collettivo rappresenta per noi una grande vittoria contro gli stereotipi. Non è ineluttabile, anzitutto, che le autrici siano sempre in competizione tra loro, e che soltanto i rari e fortunati casi di coppie creative facciano eccezione. Nel nostro gruppo, dodici e più scrittrici hanno collaborato dal primo momento su ogni riga e su ogni decisione, mettendo a fattor comune ciascuna le proprie esperienze e competenze, sostenendosi e incoraggiandosi in ogni evenienza.

Non è vero, inoltre, che l’erotico sia un genere solo commerciale. L’eros è stato il filo conduttore di questo progetto in modo programmatico, anche perché alcune di noi volevano sperimentarsi per la prima volta con la scrittura osé, ma ogni storia è stata sviluppata con riguardo alla trama, al lettore, al messaggio, e ogni racconto ha in sé il potenziale per diventare un’opera più ampia e complessa.

Non è scontato, infine, che scrivendo storie passionali si finisca sempre per ricalcare gli stessi copioni. Qui troverete dieci voci di diversa sensibilità; ciascuna ha interpretato il tema erotico in modalità e ambientazioni molto differenti tra loro. La pornografia è sempre uguale a se stessa, mentre l’eros ha tante sfaccettature quante ne nasconde l’animo umano, ossia un numero vicino all’infinito.

Una sola cosa forse ci sentiamo di condividere con l’idea predominante in questo campo. In incognito ci si lascia andare di più. Nel territorio dell’anonimato, dello pseudonimo, del mistero ci siamo sentite libere di esprimere senza scrupoli le fantasie più audaci, più bizzarre, più inconfessate. Il nostro celarsi non sia visto dunque come una mediocre sfida all’intelligenza dei lettori, ma come il volergli offrire la parte più autentica e segreta di noi stesse.

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