Intervista a Emme X autrice del romanzo Baciarsi e dirsi addio volume I

Intervista all’autrice Emme X, sono lieta di averla ospite per inaugurare questa rubrica del blog, le interviste agli autori. Ci parlerà della sua trilogia  The Kiss Trilogy .

D. Ciao e ben venuta. Presentati ai lettori, chi è Emme X?

R. Ciao Tiziana. Grazie per lo spazio che mi concedi. Emme X è una donna romantica e sognatrice. Nonostante le delusioni della vita, credo che l’amore sia il più complesso e sublime dei sentimenti. Si potrebbe parlare all’infinito di questo misterioso ma popolare sentimento. Ognuno lo vive e lo scrive a modo proprio. C’è chi lo canta, chi lo scrive in rima nelle poesie e chi lo racconta nei romanzi. Io sono una di questi.

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D. Baciarsi e dirsi addio è il tuo ultimo romanzo, quando lo hai scritto e di cosa parla? Chi sono i personaggi e a chi ti sei ispirati nella loro creazione?

R. Il romanzo l’ho scritto questa estate. Parla di Irene, una ragazza di diciotto anni che deve iniziare a fare i conti con la crescita, le responsabilità e, soprattutto, le scelte. Queste ultime sono quelle che determineranno il suo futuro. Impreparata a questa novità, Irene si affida al fidanzato Federico, dieci anni più grande di lei. Spera e sogna che lui, grazie alle sue esperienze, possa insegnarle a vivere e amare. Nella sua vita però, arriva Francesco, un collega quasi coetaneo con cui lavora a fianco a fianco ogni giorno. Tra i due c’è attrazione, ma non basta. Irene non si fida di Francesco, troppo bello e giovane per darle ciò che lei desidera. Francesco non si fida Irene, troppo volubile e “fidanzata”. Irene, nel corso della sua vita deve fare i conti con le sue due paure più grandi: la solitudine e l’abbandono. Chi sarà colui che saprà darle la stabilità che cerca? La creazione dei personaggi è arrivata dalla normalità. Ho pensato a un fidanzato sbagliato ed egoista, un ragazzo affascinante ma con dei valori morali, una giovane ragazza insicura.

D. Baciarsi e dirsi addio volume I, a quando il seguito? Una trilogia già scritta oppure in costruzione? Come mai questa scelta?

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R. Il secondo volume è già scritto, si deve solo correggere e “aggiustare”. Dovrebbe essere pronto tra la fine di novembre o i primi giorni di dicembre. Troverete Irene cresciuta, perché la storia continua “otto anni dopo”, con le sue peculiarità ma più responsabile. Soprattutto, si troverà a dover affrontare delle scelte molto importanti e al suo fianco ci saranno il fratello Marco e la cognata Elvira che adoro. Il terzo volume, invece, è da iniziare. Quindi per tre quarti il romanzo è già scritto, manca solo l’ultimo volume e sarà Francesco a raccontare la storia dal suo punto di vista. Non si tratterà di un ripetersi dei precedenti volumi, ma ci saranno nuove avventure. Non sono molto propensa alle trilogie, preferisco iniziare e finire una storia, non mi piace aspettare. Quando ho iniziato a scrivere questa storia, ero talmente coinvolta che non finivo più di scrivere. A un certo punto, mi sono accorta che il romanzo era troppo lungo per un solo volume e ho deciso di dividerlo in due. Dopo qualche riflessione, ho preferito aggiungerne un terzo. Diciamo che sono stata “costretta” a dividerlo e spero che i lettori apprezzino la scelta fatta.

D. Quando ti dedichi alla scrittura? Come riesci a incentrare la vita personale con quella da scrittrice?

R. Non è affatto semplice. Durante la stesura dei primi due volumi, mi alzavo la mattina presto, intorno alle cinque, per poter scrivere almeno tre ore. Questo perché ho bambina di quattro anni e d’estate l’asilo è chiuso, quindi, al suo risveglio io non avevo più la concentrazione per scrivere e poi è giusto che dedichi il mio tempo anche a lei. Adesso è iniziato l’asilo e la bambina fa orario continuato fino alle sedici, così ho più tempo per gestire le faccende domestiche, le commissioni varie e anche la scrittura. Naturalmente non può mancare nemmeno la lettura, indispensabile fonte di ristoro per me: prima di addormentarmi leggo sempre.

D.Promozione, uno scoglio duro per gli autori, come ti rapporti con la pubblicità?

R. Ho impiegato un anno a capire come promuoversi. Io odio la parola spam, perché ha una connotazione negativa e fastidiosa. Preferisco usare altri termini quali “promozione” o “pubblicità”. Mi pubblicizzo sui vari gruppi, soprattutto su Facebook, richiedo qualche segnalazione e/o recensione ai blog e cerco di farmi conoscere. Organizzo sporadici eventi, se ho il tempo di gestirli, cercando di coinvolgere quante più persone; oppure mi appoggio ad altri eventi cui magari vengo invitata o è semplicemente chiesta la partecipazione. Mi affido alla collaborazione di altre autrici self come me che cercano di farsi conoscere. Sui libri scritti in America spesso si legge: “Un successo del passaparola” e, detto così, può sembrare semplice. Ecco, in Italia le cose funzionano diversamente. Non è affatto facile. Ci vuole tempo, siamo in tanti a scrivere ed emergere è piuttosto complicato. Intanto proseguo scrivendo le mie storie … Camilleri è diventato famoso alla soglia dei sessant’anni, quindi sono ancora in tempo.

Grazie.

Grazie di essere stata mia ospite.

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